Cronaca

Voti comprati dal clan Di Silvio, l'imprenditore Del Prete si difende davanti al Riesame

La difesa contesta l'attendibilità delle dichiarazioni di Agostino Riccardo e l'utilizzabilità delle intercettazioni della precedente inchiesta

Udienza davanti al Tribunale del Riesame di Roma per Raffaele Del Prete, l’imprenditore finito agli arresti domiciliari insieme a Emanuele Forzan nell’ambito dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Roma sullo scambio elettorale politico di tipo mafioso che vede iscritto nel registro degli indagati anche l’europarlamentare della lega Matteo Adinolfi.

Il legale di Del Prete, l’avvocato Dino Lucchetti, ha chiesto la revoca dell’ordinanza di custodia cautelare sostenendo innanzitutto la contraddittorietà delle dichiarazioni di Agostino Riccardo, oggi collaboratore di giustizia dei magistrati e all'epoca dei fatti componente del clan Di Silvio il quale ha raccontato che Del Prete lo avrebbe ingaggiato e pagato per raccogliere voti a favore di Matteo Adinolfi che alle elezioni amministrative del 2016 per il rinnovo del Consiglio comunale di Latina guidava la lista ‘Noi con Salvini’.

La difesa ha inoltre contestato l’utilizzabilità delle intercettazioni telefoniche effettuate sull’utenza di Del Prete che risalgono in realtà alla precedente inchiesta che lo ha coinvolto, ‘Touchdown’, e per la quale era stato arrestato nel 2017. A conclusione dell’udienza, alla quale erano presenti i pubblici ministeri Corrado Fasanelli, Claudio De Lazzaro e Luigia Spinelli, il Tribunale del Riesame si è riservato di decidere e molto probabilmente lo farà successivamente al 30 luglio, data per la quale è fissata l’udienza per Emanuele Forzan.  

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