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Cronaca

Operazione 'Scarabeo', il Tribunale del Riesame lascia tutti in carcere

I giudici hanno respinto le richieste di scarcerazione o domiciliari per Santangelo e alcuni degli altri arrestati

Il Tribunale del Riesame di Roma ha sciolto la riserva per cinque persone finite in carcere nell’ambito dell’operazione ‘Scarabeo’ respingendo le richieste di scarcerazione o di applicazione di una misura meno afflittiva presentate dal collegio di difesa

Restano quindi detenuti presso il carcere di Frosinone Francesco Santangelo, dipendente del ministero della Procura della Repubblica di Latina considerato il capo dell’organizzazione; Sergio Di Barbora, Giorgio Vidali, Marco Capoccetta e Giuseppe Cotugno, difesi dagli avvocati Leone Zeppieri, Gaetano Marino, Gianfranco Testa, Roberto Filardi e Italo Montini. Agli indagati vengono contestati a vario titolo l’associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata, viene contestata anche la falsità materiale commessa da pubblico ufficiale, la falsa attestazione della presenza in servizio del pubblico impiegato, la contraffazione di pubblici sigilli, sostituzione di persone, l’esercizio abusivo dell’attività finanziaria, la rivelazione e l’utilizzazione di segreti di ufficio, l’abuso di ufficio, il favoreggiamento e la corruzione per l’esercizio della funzione.

Secondo i carabinieri del Nucleo investigativo di Latina, coordinati dal sostituto procuratore Claudio De Lazzaro, il gruppo reclutava clienti che non riuscivano ad accedere al circuito del credito per incapacità di reddito o per segnalazioni pregiudizievoli che risultavano dal sistema di informazione creditizio. Venivano dunque proposte consulenze personalizzate e poi venivano oscurati dal sistema o ancora venivano falsificate le buste paga, così da presentare alle società finanziarie una documentazione apparentemente in regola per ottenere il credito.

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