Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca

Processo 'Scarface': l'accusa chiede venti anni per Giuseppe Romolo Di Silvio

Rito abbreviato per il capo del gruppo criminale di Campo Boario accusato di traffico di stupefacenti, estorsione, tutto aggravato dal metodo mafioso

Venti anni di carcere. E' questa la condanna richiesta dal pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia Luigia Spinelli per Giuseppe Di Silvio detto Romolo imputato nell'ambito dell'inchiesta 'Scarface' e chiamato a rispondere di associazione a delinquere di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, sequestro di persona, spaccio di droga, furto, detenzione e porto abusivo di armi, tutti aggravati dal metodo mafioso e da finalità di agevolazione mafiosa.

La richiesta è stata avanzata questa mattina nel corso dell'udienza preliminare al gup del Tribunale di Roma Roberto Saulino davanti al quale si sta svolgendo il processo con rito abbreviato che consente di usufruire dello sconto di un terzo della pena.Nella sua requisitoria il pm ha ricostruito le varie fasi dell'indagine condotta dalla Squadra mobile di Latina che, grazie alle rivelazioni di alcuni collaboratori di giustizia, ha portato, nell'ottobre 2021, all'esecuzione di 33 ordinanze di custodia cautelare a carico di altrettanti familiari e componenti del clan di Campo Boario. Di questi ben 19 hanno scelto il rito abbreviato e sono già state condannate a 160 anni complessivi di reclusione mentre per gli altri sei, che hanno optato per il rito ordinario, è in corso il processo davanti al Tribunale di Latina.

Il racconto dei collaboratori ha consentito di ricostruire il ruolo di leader del gruppo di Romolo e il funzionamento dell'organizzazione che lui governava e che si era accaparrata il controllo di alcune attività criminali nel capoluogo pontino quali lo spaccio di droga e le estorsioni a commercianti, titolari di pub, professionisti e semplici cittadini. Nell'udienza di oggi hanno parlato anche i legali delle parti civili che si sono costituite nel processo: il Comune di Latina rappresentato dall’avvocato Anna Caterina Egeo, l’associazione ‘Caponnetto’ con l’avvocato Benedetta Manasseri e l’Assocrimine. Poi il rinvio all'udienza del 30 maggio quando interverrà il legale di Di Silvio, l'avvocato Luca Melegari.

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