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Domenica, 23 Gennaio 2022
Cronaca

Obbligo di vaccino per docenti e Ata, la Gilda non ci sta: "Atto discriminatorio"

La coordinatrice del sindacato Patrizia Giovannini: "Due anni di pandemia non sono stati sufficienti per intervenire su classi affollate, tracciamento, trasporti"

"La vaccinazione obbligatoria imposta a tutto il personale della scuola è un atto discriminatorio e vessatorio nei confronti di una categoria che ha aderito ampiamente alla campagna vaccinale nei primi mesi dell’anno, una dimostrazione di responsabilità che andava gratificata investendo in termini di risorse e garanzia di organici". E' il commento della coordinatrice provinciale della Gilda Insegnanti di Latina, Patrizia Giovannini, che interviene sulle ultime misure anti-Covid introdotte dal governo con decreto legge n. 172 del 26 novembre, tra cui l’obbligo di vaccino per insegnanti e personale Ata a partire dal 15 dicembre.

"Non siamo contrari al vaccino, ma quest’obbligo - spiega Giovannini - non tiene conto delle motivazioni per cui una minima parte del personale scolastico, attestata intorno al 5%, non si è potuta vaccinare. Come ribadito più volte, non si sta intervenendo sulle vere cause del contagio nelle scuole: due anni di pandemia non sono stati sufficienti per intervenire sulle classi affollate, sul tracciamento, sul problema dei trasporti, sulle strutture edilizie né sulle misure di prevenzione che quest’anno sono state addirittura bypassate. Più volte, con emendamenti ai precedenti decreti, la Gilda ha richiesto tamponi preventivi allargati a tutta la platea scolastica, inclusi gli alunni, come prima misura utile alla tutela sanitaria e al tracciamento dei contatti. Non comprendiamo la necessità di imporre un obbligo quando la maggior parte del personale scolastico è vaccinata e ha ottemperato puntualmente alle disposizioni con il Green pass e i tamponi. Oltretutto, diversamente da altre categorie - sottolinea la segretaria del sindacato - docenti e Ata non possono essere collocati in altre mansioni, ma vengono sospesi dalle attività, senza possibilità di percepire stipendio e di partecipare alla progressione di carrier"».

"Ci auguriamo che tutte le richieste della base, personale vaccinato e non - afferma Giovannini -  vengano ascoltate con la riconsiderazione dei tamponi per coloro che non possono vaccinarsi né riescono ad avere la certificazione di esenzione dal vaccino. Speriamo inoltre che vengano adottate le misure di prevenzione e messa in sicurezza degli istituti che l’obbligo vaccinale ha superato e mistificato. Oltre a creare gravi discriminazioni tra i lavoratori, la misura della vaccinazione obbligatoria serve a mascherare l’inerzia del governo rispetto ai problemi che sono la vera causa della crescita dei contagi nelle scuole: mi riferisco al sovraffollamento delle classi, alle scuole sovradimensionate per le quali diventa impossibile garantire la sicurezza, fino agli organici ridotti". L’obbligo vaccinale a docenti e Ata, inserito in Gazzetta Ufficiale senza confronto sociale, si aggiunge alle motivazioni che hanno indotto la Gilda, insieme ad altre tre sigle sindacali (Flc-Cgil, Uil e Snals), a rompere le relazioni e le trattative con il Ministero e a proclamare lo stato di agitazione con una serie di iniziative che sfoceranno nello sciopero generale della scuola del 10 dicembre.

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