Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Via Londra, spaccio e spari: tutti i precedenti della famiglia De Rosa

L'operazione dei carabinieri ha riacceso i fari su un quartiere che è stato spesso al centro delle cronache. Un anno fa gli spari contro i senza tetto

L'operazione dei carabinieri del nucleo investigativo, che ieri ha portato a cinque misure cautelari per traffico di stupefacenti e a due ulteriori arresti in flagranza di reato a carico dei componenti della famiglia De Rosa, ha riacceso i riflettori su via Londra e su una zona della città che è stata spesso purtroppo al centro delle cronache. A maggio del 2022 risalgono i primi arresti nella famiglia De Rosa, che abita uno degli alloggi della palazzina dell'Ater: due giovani sorelle e una loro cognata, Giovina e Francesca De Rosa e Anna Bevilacqua, erano state arrestate in flagranza con delle dosi di cocaina e crack nascoste in casa e 4mila euro in contanti. 

Ma appena un mese prima il fratello Cesare De Rosa, aveva esploso alcuni colpi di pistola contro alcuni uomini senza fissa dimora che avevano trovato un rifugio di fortuna in uno stabile abbandonato che si trova di fronte alla palazzina Ater, sempre in via Londra, colpendo e ferendo all'addome un cittadino marocchino di 44 anni. Dopo la fuga era stato dunque rintracciato in provincia di Caserta e arrestato con l'accusa di tentato omicidio. 

Nel 2019 invece un'altra operazione antidroga e antiusura dei carabinieri porta a una serie di arresti nel capoluogo. Nel mirino dei militari c'è anche Cristian De Rosa, arrestato anche nella giornata di ieri, al quale, secondo l'accusa, era stata contestata la gestione dello spaccio proprio tra via Londra e la zona di viale Kennedy. Ma il primo faro su via Londra e sulla piazza della droga si accende addirittura nel 2014, quando un blitz, questa volta della polizia, fece scattare le manette ai polsi dei coniugi, Alessandro De Rosa (poi deceduto) e la moglie Giulia, accusati già all'epoca di gestire nell'appartamento un'attività di vendita al dettaglio di cocaina.

La nuova operazione dei carabinieri scattata tra la notte e le prime ore della mattinata del 1 marzo ha fatto emergere come l'alloggio Ater abitato dai componenti della famiglia fosse stato trasformato di fatto in una base logistica dello spaccio, punto di riferimento di una vasta clientela.

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