Spari in via Moncenisio: arrestato Ferdinando di Silvio, figlio di "Patatone"

E' ritenuto l'autore dei colpi di pistola esplosi ieri sera nel quartiere del clan. Ancora da chiarire il movente e il bersaglio

E' Ferdinando Di Silvio detto "Pescio", 19 anni, l'uomo arrestato per gli spari di ieri sera, 10 febbraio, in via Moncenisio, a Latina. Il giovane componente della famiglia rom è accusato di detenzione di arma da fuoco, ricettazione e spari in luogo pubblico. Le indagini serrate della squadra mobile hanno consentito di individuare il luogo da dove i colpi di pistola erano stati esplosi: il cortile dell'abitazione in cui vive la famiglia di Costantino Di Silvio, detto "Patatone", che si trova in carcere a Rebibbia per scontare la condanna per l'omicidio di Fabio Buonamano avvenuto nel 2010 in via Monte Lupone. Si è chiuso poi il cerchio sul principale sospettato, Ferdinando di Silvio, figlio di Patatone. 

Un primo sopralluogo effettuato subito dopo i fatti dalla polizia scientifica ha consentito di notare che alcuni fori di proiettile avevano infranto la finestra del piano terra di una palazzina di fronte e il lunotto posteriore di un'auto parcheggiata lungo la strada. Non è ancora chiaro però quale fosse il reale bersaglio di quei colpi. 

Qualcuno ha parlato ieri di un'auto scura che a quell'ora è passata su via Moncenisio e da cui inizialmente si era ipotizzato che potessero provenire gli spari. E' invece possibile che fosse proprio quella vettura il bersaglio dei proiettili esplosi dalla mano del giovane esponente del clan Di Silvio, con un movente e una dinamica ancora tutta da chiarire. Le indagini della squadra mobile sono ancora in corso.

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