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Spari in via Moncenisio, 'Pescio' Di Silvio resta in silenzio davanti al giudice

Il 18enne interrogato in carcere rilascia solo spontanee dichiarazioni: "Non sono stato io"

Si avvalso della facoltà di non rispondere Ferdinando ‘Pescio’ Di Silvio, il 18enne rom arrestato lunedì notte dagli uomini della Squadra Mobile per avere sparato alcuni colpi di pistola in via Moncenisio, nel quartiere Gionchetto.

Il ragazzo, figlio di ‘Patatone’ è stato ascoltato questo pomeriggio nel carcere di via Aspromonte dal giudice per le indagini preliminari Giorgia Castriota ed ha fatto soltanto alcune spontanee dichiarazioni: al magistrato ha detto di essere estraneo ai fatti che gli vengono contestati, poi è rimasto in silenzio. Al termine dell’interrogatorio di garanzia il giudice ha convalidato l’arresto e confermato la custodia cautelare in carcere per Di Silvio che deve rispondere di detenzione di arma da fuoco, ricettazione e spari in luogo pubblico.

Sul fronte delle indagini la Squadra mobile nelle ultime ore ha effettuato lo Stub anche ad altri due esponenti della famiglia rom, i due figli di Giuseppe Romolo Di Silvio per capire se anche altre persone abbiano sparato quella notte.  

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