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Stalking condominiale e danneggiamento, la guerra tra vicini finisce in Tribunale

Il processo ad un uomo accusato di atti persecutori: il pm chiede un anno e 10 mesi, il giudice lo assolve

Prima il danneggiamento dell'auto, poi gli insulti e le offese per passare ai rumori molesti. Un incubo vero e proprio che ha indotto un uomo di Latina a denunciare il suo vicino di casa dopo un anno di stalking condominiale.

Il processo al 47enne, chiamato a rispondere di atti persecutori nei confronti di un intero nucleo familiare e danneggiamento, si è però concluso con un'assoluzione. Secondo il racconto del residente nella stessa palazina e parte offesa nel procedimento, l'uomo aveva costretto l'intero nucleo familiare a vivere in uno stato di continua tensione.

Prima, nell’ottobre 2013, un calcio inferto dall’imputato sulla fiancata dell’auto del vicino con un danno quantificato in 700 euro, poi per quasi un anno continue ingiurie, frasi del tipo “poveraccio”, “pezzente”, "togli questa c… di macchina che mi impedisce di entrare nel mio garage” per obbligarlo a spostare l'auto dal cortile condominiale. Infine rumori molesti provocati per infastidire e rendere la vita impossibile.

Ieri davanti al giudice monocratico del Tribunale di Latina Villani l’ultima udienza del processo a carico del 47enne per il quale il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a un anno e un mese di carcere, richiesta alla quale si è associata la parte civile rappresentata dall'avvocato Luca Giudetti. A conclusione della camera di consiglio il giudice ha assolto l’imputato difeso dall’avvocato Alessandro Tosti.

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