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Si spaccia per componente di un clan per estorcere un rapporto sessuale: divieto di avvicinamento per un 55enne

Il 55enne, della provincia di Napoli, ha minacciato la nipote dell'uomo per il quale lavorava a Latina

Ha tormentato la nipote dell’uomo per il quale lavorava con pedinamenti, messaggi e ha tentato di avere un rapporto sessuale con lei minacciandola, tutti comportamenti che sono costati ad un 55enne della provincia di Napoli un’accusa di stalking, estorsione e violenza sessuale, reati per i quali questa mattina l’uomo è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina Mario La Rosa per un interrogatorio di garanzia al termine del quale il gip ha emesso un’ordinanza che sancisce il divieto di avvicinamento alla vittima.

I fatti oggetto del procedimento penale sono avvenuti a Latina, in diversi momenti, a maggio e giugno di quest’anno quando, successivamente alla morte dello zio, l’uomo avrebbe iniziato a tempestarla di messaggi e a minacciarla, seguendo sia lei che il suo compagno. Nei messaggi ha anche millantato di appartenere ad un potente clan camorristico. “Ti aspettano momenti bui e di dolore, pensa bene a quello che stai facendo, con Napoli non si scherza, domanda all’avvocato chi è il clan xxx”. E ancora: “Vuoi una prova che stanno là a Latina, hanno il tuo indirizzo, una tua foto, sanno che macchina hai, dove lavori”. Queste alcune delle frasi  che le sono state rivolte per ottenere un rapporto sessuale al quale lei si è opposta mentre dieci anni fa, quindi nel 2009, in seguito alla minaccia di morte, aveva ceduto ed era stata così costretta a compiere atti sessuali.

Nell’interrogatorio di questa mattina l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere

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