Servizio idrico, le accuse dei consumatori: aumento retroattivo delle tariffe e utenti obbligati a pagare anche per i morosi

Documento dell'Otuc alla vigilia della riunione della Conferenza dei sindaci dell'Ato 4

Vigilia tra le polemiche per la Conferenza dei sindaci dell’Ato 4 in programma per il 19 luglio: l’Otuc, Organismo Tutela Utenti e Consumatori, ha infatti anticipato una serie di osservazioni  che attengono la legittimità di alcune proposte sul servizio idrico inserite all’ordine del giorno dell’assise non giustificate adeguatamente che, a fronte dei gravissimi disservizi subiti nel periodo preso in considerazione porterebbero ad aumenti tariffari e a conguagli per arretrati ingiustificati di notevole peso per l’udienza.

“Da una prima analisi della documentazione – scrive il presidente Otuc Antonio Villano - nutriamo forti dubbi su alcune richieste fatte dal Gestore al fine di ottenere l’aumento delle tariffe con retroattività dal 2018. Il nuovo scaglione a nostro avviso risulterebbe molto sfavorevole all’utente; il bonus integrativo che riteniamo corretto ma forse si poteva già approvare dall’anno precedente e  non viene giustificata la proposta di stanziare 700 mila euro spalmati con lo stesso criterio del bonus sociale quando la delibera dell’autorità offe alla CdS la possibilità di individuare anche altre forme di intervento”.  

In merito al dissalatore di Ventotene l’Otuc sottolinea il totale silenzio sulle diffide inviate al dirigente dell’Ato4 e al Gestore in cui sono state contestate le spese ulteriori sopraggiunte, ed addebitate all’utenza, che il gestore ha dovuto sopportare per una presa di posizione del Sindaco di Ventotene con tre ricorsi al TAR tutti respinti.

Un ulteriore passaggio della nota riguarda l’emergenza idrica del 2017 rispetto alla quale si chiedono chiarimenti sul alcune spese quali le centinaia di migliaia di euro per la torbidità, i 400mila euro per la condotta adduttrice Cellole Minturno quando nell’ultima conferenza si era detto che tale costo veniva assorbito nell’effettuare le gare per l’affidamento dei lavori.  Otuc torna infine a sollevare il problema della morosità sia delle strutture pubbliche sia dei privati. La parte pubblica al 23/11/2018 è pari a 7 milioni e 602mila euro mentre quella privata al 30/4/2019 ammonta a 116 milioni e 453mila euro: si parla quindi di oltre 123 milioni in sofferenza, cifra non indifferente.

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“Stranamente – commenta Villano - non vi è la volontà di affrontare la questione in Conferenza dei sindaci anche perché occorrerebbe spiegare ai cittadini che, con delibera dell’autorità, gli utenti virtuosi dovranno pagare l’insoluto, ovvero gli utenti, pubblici o privati, che a vario titolo non pagano il servizio”.

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