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I risparmiatori truffati dal promoter ora fanno causa alla banca

Alcune vittime di Roberto Ciavolella hanno avviato un procedimento civile. L'uomo, irreperibile all'estero, si sarebbe appropriato di 3 milioni di risparmi dei clienti

Una decine delle persone truffate da Roberto Ciavolella, promoter finanziario del capoluogo pontino, hanno avviato una causa civile per ottenere la restituzione del denaro loro sottratto citando in giudizio l’istituto di credito presso il quale il professionista lavorava per mancata vigilanza sul suo operato.

Così attualmente sono in corso davanti ad alcuni giudici del Tribunale i relativi procedimenti tra i quali quello di una coppia di anziani che aveva consegnato a Ciavolella 100mila euro, frutto dei risparmi di una vita, considerandolo un buon investimento e si era ritrovata a mani vuote.

Il promotore finanziario, che vive in Kenya ed è irreperibile, è accusato di truffa aggravata e appropriazione indebita ma il processo penale non è ancora iniziato nonostante l’inchiesta della Guardia di Finanza, denominata “Easy Gain”, sia stata avviata nel 2013.

Le Fiamme Gialle hanno accertato che il promoter avrebbe sottratto al fisco 2 milioni e 300 mila euro, oltre ai circa 3 milioni sottratti ai clienti. Il suo metodo consisteva nel farsi firmare una delega in bianco e, fornendo false rendicontazioni, convincere  gli investitori a non disinvestire i risparmi promettendo ingenti guadagni a breve termine. Ma i soldi finivano sul suo conto. Le vittime accertate sarebbero una cinquantina alcune delle quali sembrano intenzionate a recuperare il proprio denaro attraverso la strada del giudizio civile contro la banca.

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