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Truffa dello specchietto sulla Pontina, a giudizio per estorsione

L'uomo avrebbe minacciato un'automobilista costringendola a consegnargli del denaro per un danno inesistente

Un 41enne residente a Cerveteri è stato rinviato a giudizio con l'accusa di estorsione per avere costretto una donna a consegnargli del dfenaro per un presunto danno allo specchietto dell'auto che in realtà non c'era stato.

Paolo D.M., queste le sue iniziali, è comparso questa mattina davanti al giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Latina Giorgia Castriota per una vicenda verificatasi nel 2015 sulla statale Pontina all'altezza di Aprilia. Il 17 giugno di quell'anno l'uomo aveva affiancato con la propria macchina un'altra vettura alla cui guida c'era una donna e l'aveva costretta a fermarsi con le minacce. Poi l'aveva  accusata di avergli provocato danni al veicolo e l'aveva costretta a consegnargli prima 50 euro e poi altri 120 euro, denaro prelevato ad uno sportello bancomat di Ardea. L'estorsione si era consumata sotto pesanti minacce inclusa quella che “non sarebbe più tornata a casa” se non avesse pagato.

La vittimas alla fine ha però deciso di denunciarlo e questa mattina il 41enne, assistito dall'avvocato Alberto Misiani, è comparso davanti al gup con l'accusa di estorsione.  Al termine della camera di consiglio l'uomo è stato rinviato a giudizio:dovrà comparire davanti al giudice monocratico Fosso il 22settembre prossimo.

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