Usura, estorsione e spaccio: otto arresti. In carcere anche Antonio Di Silvio

L'operazione Scudo condotta dai carabinieri del Reparto territoriale di Aprilia e il Nucleo investigativo di Latina. L'indagine partita dal tentato suicidio di un commerciante

Un giro di usura e un altro di spaccio scoperti indagando su un tentato suicidio. E' uno spaccato che si apre sulla crisi economica di un piccolo imprenditore e anche sull'attività di due gruppi criminali distinti che gestivano il business degli stupefacenti e quello del denaro in prestito. L'operazione "Scudo" è scattata all'alba di oggi, 3 dicembre, condotta dal comando provinciale dei carabinieri di Latina al termine di indagini coordinate dal sostituto procuratore Claudio De Lazzaro.

Antonio Di Silvio e gli altri: tutti i nomi degli arrestati

Gli arresti e le accuse

Otto le ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip Mario La Rosa, di cui sette eseguite e una invece emessa a carico di un soggetto tuttora irreperibile. Le accuse sono, a vario titolo, di usura, rapina, estorsione, autoriciclaggio, violenza privata, fraudolento danneggiamento di beni assicurati, esercizio abusivo dell'attività di intermediazione finanziaria, detenzione ai fini di spaccio e favoreggiamento della prostituzione. 

In carcere Antonio Di Silvio, 39enne, appartenente alla nota famiglia rom del capoluogo e già detenuto dopo una condanna per spaccio di stupefacenti. Da lui proveniva il denaro prestato a un commerciante di Campoverde, che alla fine del 2017, stretto nella morsa dei debiti, aveva tentato di togliersi la vita tagliandosi le vene.

Chi è Antonio Di Silvio

L'origine dell'indagine: il prestito e gli interessi del 100%

L'indagine era partita proprio da qui, grazie all'intuizione dei carabinieri di Campoverde che avevano intravisto l'esistenza di un movente particolare, legato ai debiti e alle pressioni della criminalità, dietro il gesto estremo tentato dall'imprenditore di Aprilia.Il quadro che emerge fin dall'inizio dell'attività investigativa è complesso ma subito chiaro. Il commerciante aveva deciso di acquistare un'auto usata a 4.500 euro. Il venditore era Costantino Annunziato, 45enne di Nettuno, che aveva invece acquistato la vettura, prossima alla rottamazione, a soli 200 euro. L'uomo sarebbe poi diventato l'aguzzino dell'imprenditore. Quest'ultimo infatti, non potendo pagare l'intera somma, aveva versato solo 500 euro chiedendo un prestito allo stesso Annunziato per la restante somma. I soldi prestati però provenivano da Antonio Di Silvio, che in breve tempo, per il tramite del cugino Costantino Annunziato e di un altro degli arrestati, Sabatino Morelli, comincia a pretendere la restituzione del prestito con interessi del 100%. L'imprenditore cerca di fare fronte come può, chiede aiuto ad un amico tentando di coprire il debito con un assegno post-datato che in realtà risulta scoperto, ottiene una dilazione del pagamento e chiede fino a 10mila euro. Entro i primi sei mesi riesce però a ripagare il costo della vettura, circa 5mila euro, poi si ammala e non riesce più a continuare. Il debito cresce e crescono gli interessi.

L'estorsione e le aggressioni

A quel punto punto cominciano le minacce rivolte a lui e alla moglie. L'imprenditore contatta altri due uomini, Daniele Di Marco e Giovanni De Falco (anche loro agli arresti), entrambi originari della provincia di Roma, e si fa a sua volta da intermediario per l'esecuzione di lavori per conto di un committente di sua conoscenza. Ma anche questo tentativo di recuperare denaro non va a buon fine. Il committente rifiuta infatti di procedere con i lavori e non paga più la ditta. E per tutta risposta i due uomini pretendono il denaro dallo stesso imprenditore di Aprilia, arrivando addirittura a picchiarlo. Un episodio ulteriore che configura il reato di estorsione di cui sono accusati Di Marco e De Falco. 

La piazza di spaccio di viale Kennedy

Non riuscendo a fare fronte ai debiti sempre più ingenti, l'uomo tenta il suicidio. E da questo gesto iniziano le indagini congiunte del Reparto territoriale di Aprilia e del Nucleo investigativo. I militari, dopo aver accertato gli episodi di estorsione e di usura, riescono a risalire alla provenienza del denaro prestato, che fa capo appunto ad Antonio Di Silvio. I soldi provengono però dal business dello spaccio di droga, in particolare dalla gestione delle piazze di via Londra e di viale Kennedy, affidata ad altri due personaggi finiti agli arresti nel corso dell'operazione Scudo: Sabrina Narducci e Christian De Rosa. Tra gli acquirenti dello stupefacente (marijuana, hashish e cocaina) anche molti ragazzi ancora minorenni. 

Nel corso delle indagini i carabinieri hanno eseguito un arresto e denunciato tre persone per detenzione di droga, segnalato tre soggetti per uso personale di stupefacenti ed individuato i responsabili di una rapina consumata il 18 febbraio del 2018. 

"Era necessario eseguire le misure cautelari - spiega il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Gabriele Vitagliano - per seri pericoli di incolumità dei clienti, ma l'indagine continua". 

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