Cronaca

Spacciava mentre era ai domiciliari, Valentina Travali condannata a sette anni e due mesi

L'esponente del clan era stata arrestata in seguito al video rap che inneggiava ai fratelli ma in casa erano state trovate 314 dosi di cocaina

Sette anni e due mesi di carcere. Questa la sentenza emessa nei confronti di Valentina Travali, esponente dell’omonimo clan, dal giudice per l’udienza preliminare Giuseppe Cario davanti al quale è comparsa questa mattina per rispondere di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

La vicenda oggetto del processo, che si è tenuto con il rito abbreviato su richiesta della difesa, riguarda l’intervento effettuato dagli agenti della Squadra mobile di Latina il 12 marzo scorso all’interno dell’abitazione della ragazza che era già agli arresti domiciliari nell’ambito dell’operazione ‘Reset’: pochi giorni prima, violando gli obblighi imposti dalla detenzione a casa, era comparsa in un video rap inneggiante ai suoi fratelli, anche loro detenuti.

In casa della Travali gli uomini della Questura hanno trovato 49 grammi di cocaina, circa 314 dosi, destinati allo spaccio oltre ad una penna pistola calibro 22 con un bossolo all'interno ed un centinaio di altre cartucce di vario calibro, così per lei è stato aperto un altro procedimento penale per detenzione a fini di spaccio oltre all’aggravamento della misura cautelare disposto su richiesta della Dda per la partecipazione a quel video.

Questa mattina nel procedimento abbreviato il pubblico ministero Simona Gentile ha chiesto una condanna a sei anni di carcere per la giovane, assistita dall'avvocato Alessia Vita, ma il gip Cario ha aumentato la pena arrivando a sette anni e due mesi di reclusione  oltre a 40mila euro di multa.

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