Contrasto al lavoro nero e al caporalato, pronta una task force

Parte dalla Prefettura la task force che sarà formata da istituzioni, sindacati, forze di polizia e associazioni per combattere, le cause della situazione di sfruttamento a cui sono sottoposti molti lavoratori nella provincia pontina

Favorire la nascita di azioni concrete per far emergere, e combattere, le cause della situazione di sfruttamento a cui sono sottoposti molti lavoratori nella provincia di Latina, soprattutto immigrati, impegnati in specialmente in agricoltura.

Questi gli obiettivi del secondo incontro che ieri si è tenuto in Prefettura a Latina per discutere ed individuare iniziative volte a contrastare il lavoro nero e il caporalato in provincia. 
Coordinata dal viceprefetto dott Talani alla riunione hanno preso parte Cgil, Cisl, Uil, la Questura, tutte le Forze dell'Ordine, gli assessorati regionali al lavoro e all'agricoltura, la Camera di Commercio, l'Inps, la Asl, l'Ispettorato del lavoro, il sindaco di Sabaudia, l'Anolf, la coop InMigrazione.

“Il nostro territorio - spiega la Cisl in una nota -, infatti, ha una forte vocazione agricola con tantissime aziende, in gran parte medio-piccole, dove insiste una presenza di occupati di tipo stagionale, che rappresentano quasi il 50% dei lavoratori immigrati del settore agricolo presenti nel Lazio.

Ma i dati, recentemente elaborati, parlano di evidenti condizioni di inserimento lavorativo più precarie rispetto ad altre aree della regione. Dagli interventi dei rappresentati presenti al tavolo prefettizio, è emerso come lo sfruttamento lavorativo delle comunità straniere nell’agro pontino, è parte integrante di un sistema rodato e ben strutturato, che ha come oggetto quello di trarre il massimo profitto dal lavoro dei braccianti stranieri, approfittando della condizione di inferiorità sociale e culturale.

Uno sfruttamento che non si ferma a procurare il lavoro a salari irrisori, ma assume anche altre forme legate ai permessi di lavoro, agli affitti discutibili in case sovraffollate e con condizioni igieniche precarie, ad un sottobosco che non perde occasione di umiliare queste persone”.

Da qui la necessità di interventi mirati a prevenire, colpire e reprimere questi episodi, l'urgenza di azioni concrete per sostenere i migranti sfruttati in un percorso di  inserimento nel nostro Paese, ed un supporto che aiuti le imprese ad uscire dal sommerso sostenendo, nel contempo, quelle  che già esercitano un lavoro nella legalità.

Il dott. Talani, nel coordinare i lavori, ha costituito due commissioni, una legata alle istituzioni e l'altra alle parti sociali al fine di ricercare soluzioni concrete e condivise da mettere in campo.

“E'  fondamentale fare fronte comune contro la piaga del caporalato e del lavoro nero - ha commentato Roberto Cecere per la Cisl di Latina -. Oltre a sollecitare e favorire, con il nostro patrimonio informativo, interventi su situazioni di illegalità e sfruttamento, dobbiamo mettere in campo iniziative di prevenzione volte a creare una cultura della legalità e della convivenza civile legata al rispetto tra lavoratori ed imprese agricole. Ci siamo aggiornati al 16 settembre per iniziare quel lavoro comune in grado di dare risposte immediate a questi problemi molto seri”.

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