Legalità tra i giovani, i carabinieri incontrato gli studenti della Giovanni Cena

L'incontro con circa 150 studenti, si è concentrato sulle temstiuche del bullismo e del cyberbullismo. Obiettivo dell'iniziativa: diffondere la cultura dei valori e della giustizia attraverso il contatto diretto con il mondo della scuola

Diffondere la cultura dei valori e della giustizia attraverso il contatto diretto con il mondo della scuola: questo l’obiettivo dell’iniziativa dei carabinieri che stanno tenendo degli incontri negli istituti della provincia per un confronto diretto con gli studenti sul tema della formazione della cultura della legalità.

Ieri mattina, il maggiore Paolo Befera del Comando Provinciale Carabinieri di Latina ha incontrato i ragazzi dell’istituto comprensivo Giovanni Cena. Un’iniziativa organizzata con il dirigente scolastico, il professor Luigi Orefice.

Al centro il dilagante fenomeno del bullismo e del cyberbullismo. Oltre a delineare gli aspetti generali di questo particolare aspetto della devianza giovanile sono stati approfonditi i rischi e le conseguenze, anche di carattere penale, connessi a comportamenti di carattere vessatorio e di prevaricazione tra studenti. “Come è noto, infatti - spiegano i carabinieri - allo stato non esiste una fattispecie normativa che punisca il bullismo, ma il più delle volte tali atteggiamenti configurano veri e prori reati che comportano responsabilità di carattere civile e penale”.

Particolare attenzione è stata rivolta al cyberbullismo, problematica emergente a seguito dell’ampia diffusione dei social network, blog ed applicativi di messaggeria istantanea.

L’ufficiale ha inoltre approfondito la tematica dei pericoli per i minori nella rete, quali il gambling (gioco d’azzardo on line), la pedopornografia, il grooming (tecnica psicologica utilizzata per l’adescamento dei minori in rete), che costituiscono il lato oscuro della grande oportunità offerta dalla facile accessibilità al mondo virtuale. Infine ai ragazzi sono state fornite le informazioni necessarie per riconoscere ed evitare le insidie del deep web (parte della rete invisibile ai motori di ricerca) e delle darknet (reti costruite in modo da rendere anonimo sia chi ci naviga sia chi gestisce i siti ospitati), e soprattutto per chiedere aiuto in caso di pericolo.

All’incontro hanno preso parte circa 150 studenti delle classi II e III media, i quali hanno evidenziato vivo interesse, ponendo domande puntuali e quesiti penetranti sulle tematiche trattate. 

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