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Lunedì, 15 Agosto 2022
Ambiente

Dossier Mare Monstrum di Legambiente, il Lazio sesta peggior regione nel 2021

Da Sabaudia a Terracina e Gaeta la mappa degli abusi edilizi e degli illeciti sulle coste

Abusivismo edilizio, deficit di depurazione e inquinamento, assalto al patrimonio ittico e alla biodiversità. Legambiente presenta il dossier Mare Monstrum, che rappresenta un quadro completo delle violazioni alle leggi che tutelano mari e coste. Al livello nazionale sono 55.020mila i reati contestati nel 2021, un illecito ogni 133,3 metri. 24.900 le sanzioni, 20.485 le persone arrestate o denunciate. 

Il ?Lazio è la sesta peggior regione nel 2021, con 4.565 illeciti penali e amministrativi, 12,6 per ogni km di costa. 1.779 denunciati, 2.913 sanzioni e 689 sequestri. Nella classifica per tipologia di reati il Lazio è sesto per abusivismo edilizio con 2.178 reati, nona per la pesca abusiva con 611 illeciti e seconda per maladepurazione con 1.709 illeciti.

“Con il dossier Mare Monstrum torniamo a denunciare l’enorme numero di illegalità commesse lungo le coste, con cemento illegale, pesca abusiva e maladepurazione nel nostro territorio - dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio - e purtroppo il Lazio continua ad essere la peggior regione dopo le cinque a tradizionale presenza mafiosa, in questa poco ambita classifica. In particolare spicca come scarichi illeciti e mancata depurazione possano mettere a dura prova la qualità del nostro mare; in tal senso c’è da rafforzare la rete di tutela, salvaguardia e denuncia degli ecoreati contro il mare, ma anche gli strumenti positivi che si possono e si devono continuare a mettere in campo così come si sta facendo in questi anni, a partire dalla costruzione e realizzazione di percorsi di contratto di fiume. Siamo di fronte - conclude Scacchi - a un’aggressione continua contro il litorale che avviene peraltro, anche contro ogni logica di adattamento del territorio al clima che cambia, e che deve portare invece ad allentare la morsa del cemento per garantire sicurezza alle persone, tutela della biodiversità e resilienza dei territori costieri”.

Per quanto riguarda la provincia pontina, il dossier Mare Monstrum cita in particolare il caso di Terracina, dove la Guardia costiera, bel 2019, aveva messo sotto sequestro gli atti del Comune relativi ad alcune concessioni demaniali e, in seguito, numerosi impianti turistici e strutture da diporto realizzate sul demanio. "Da quel momento - si legge - una fitta stagione di controlli che ha portato a scoprire una fitta rete di illegalità nell’ambito delle concessioni balneari. Qui, a maggio, la Guardia di finanza di Gaeta ha messo i sigilli a due palazzine in costruzione su un’area di circa 5mila metri quadrati. L’attività investigativa ha permesso di verificare che era stato costruito il doppio delle volumetrie autorizzate, i tre piani fuori terra previsti erano miracolosamente diventati sette, per un totale di 64 appartamenti dal valore complessivo stimato di 16 milioni di euro". C'è poi il caso del complesso dell'ex colonia Pro Infantia con la richiesta di rinvio a giudizio di quattro persone. Nel mese di febbraio la Guardia costiera di Gaeta ha invece posto sotto sequestro alcuni manufatti di pertinenza di una struttura balneare della piana di Sant’Agostino. I sopralluoghi hanno dato riscontro di ampliamenti delle superfici autorizzate mediante abusi edilizi realizzati in un’area entro i 300 metri dalla battigia. "E’ di novembre del 2021 la pronuncia dei Consiglio di Stato che, dopo ben 14 anni dall’ordinanza di demolizione emessa dal Comune, ha sancito l’illegalità di alcune edificazioni all’interno di una delle case di villeggiatura che costellano le dune sulla magnifica spiaggia di Sabaudia - si legge ancora nel dossier - A villa Fendi, di proprietà di un figlio della nota stilista di moda, si dovranno dunque abbattere i manufatti abusivi realizzati senza permesso. Nel 2020 era salita agli onori della cronaca un’altra casa, quella del presidente del Coni, Giovanni Malagò, a cui il Tar del Lazio aveva respinto gli otto ricorsi, uno per ogni abuso non condonato dal Comune, presentati dal proprietario".

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