Casa di riposo chiusa a Lenola: le lavoratrici assunte come colf

La denuncia della Uiltucs. Sulla carta erano badanti ma svolgevano attività qualificate nell'assistenza agli anziani ospiti

Assistono h24 gli anziani nelle strutture, hanno attività di servizio di 15 anni e sono specializzate e professionalmente preparate. Eppure sono inquadrate come colf e badanti. Succede a Lenola, in due case di riposo gestite dalla cooperativa Minerva, una delle quali chiusa con un'ordinanza del sindaco nei giorni scorsi perché risultata senza autorizzazione. La denuncia del caso arriva dalla Uiltucs che già nei mesi scorsi si era occupata della mancata corresponsione di 10 mensilità di stipendio.

Il caso riguarda però anche l'inquadramento contrattuale delle lavoratrici, pagate con una busta paga da colf. "Come Uiltucs Latina - spiega il sindacato - stiamo intervenendo da tempo su questa anomala questione di Lenola, che costringe le operatrici con un lavoro sottopagato. La cooperativa ha risposto che, se fosse applicato il contratto regolare, la coop stessa sarebbe costretta a chiudere".  La questione è ora relativa alla dignità delle dipendenti che da anni si sono viste costrette ad accettare un contratto imposto e scorretto rispetto alle mansioni realmente svolte. "La lavoratrice della struttura - spiega ancora la Uiltucs - non è una badante, non fa pulizie e non è una domestica, è questo che chiediamo e diciamo da tempo alla Coop Minerva".

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