Liberata la Savina Caylyn, petroliera in mano ai pirati per 11 mesi

Finalmente è finito l'incubo per Antonio Verrecchia, direttore di macchina di Gaeta che faceva parte dei 22 membri dell'equipaggio. Con lui altri quattro marinai italiani

Erano prigionieri dei pirati somali da 11 mesi e oggi sono stati liberati. Finalmente la petroliera battente di bandiera italiana Savina Caylyn è stata rilasciata.

I 22 membri dell’equipaggio, di cui 5 italiani, tra cui anche il direttore di macchina Antonio Verrecchia di Gaeta, erano finiti nella rete dei pirati lo scorso 8 febbraio e ora potranno ritornare dalle proprie famiglie che hanno vissuto giorni e giorni di ansia. Momenti di paura e di terrore per i marinai che possono dire fine ad all'esperienza drammatica e passare a casa il loro Natale.

Le prime indiscrezioni parlano di un riscatto che pare sia stato pagato. Lo rivela il sito Somalia Report che cita fonti dei pirati. Pare che una prima tranche abbia riguardato il pagamento di 8,5 milioni di dollari, avvenuto all’alba di oggi, ora locale. Solo in un secondo momento sarebbe ro stati pagati i restanti 3 milioni. La petroliera è stata così rilasciata dai pirati intorno alle 14, ora locale, le 12 ora italiana.

La Savina Caylyn era stata attaccata dai pirati mentre navigava nelle acque nell'Oceano indiano, a est dell'isola yemenita di Socotra. Cinque pirati, a bordo di una piccola imbarcazione, avevano sparato raffiche di mitra e lanciato alcune granate incendiarie verso la Savina Caylin.

Grande gioia anche da parte del presidente del Consiglio Mario Monti che ha espresso “la sua più viva soddisfazione”. Monti “si sente molto vicino ai 5 marinai italiani rilasciati, e alle loro famiglie, per la dura prova che hanno dovuto sopportare in questi lunghi mesi di attesa”, si legge in una nota di Palazzo Chigi.

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A bordo  insieme a Verrecchia erano presenti, Giuseppe Lubrano Lavadera, comandante della nave, e Crescenzo Guardascione, terzo ufficiale di coperta, entrambi di Procida; Gianmaria Cesaro, allievo di coperta, di Sorrento ed Eugenio Bon, primo ufficiale di coperta, di Trieste.

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