Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

“Questo gioco non mi diverte affatto”, convegno nazionale sulle ludopatie

L’evento presso la sala Ribaud del Comune di Formia e organizzato da Amministrazione comunale e Legautonomie è servito a fare il punto della situazione sugli strumenti normativi a disposizione degli Enti pubblici

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LatinaToday

La fortuna non esiste. Col gioco si perde sempre”. Parola di Maurizio Fiasco, sociologo, tra i massimi esperti di gioco d’azzardo e ludopatie, ospite del convegno nazionale tenutosi in mattinata presso la sala Ribaud del Comune di Formia. L’evento, organizzato da amministrazione comunale e Legautonomie, è servito a fare il punto della situazione sugli strumenti normativi a disposizione degli Enti pubblici per arginare un mercato che poco o nulla ha risentito della crisi e che, di contro, non alimenta sufficientemente le casse dello Stato.

Gli ospiti del convegno hanno messo in luce il fallimento della liberalizzazione, nata nel 2003 con l’intento di togliere quote al gioco illegale a favore di quello legale. Di contro, i numeri dicono che una grande fetta del mercato è tuttora detenuta dal gioco illegale, quasi sempre ad appannaggio della criminalità organizzata. Nel caso di questo territorio, della camorra d’oltre Garigliano.

L’avvocato Veronica Fedele, responsabile dello Sportello Comunale Antiusura, ha illustrato i dati della Provincia di Latina e la crescita esponenziale dei numeri che fanno del Lazio la seconda regione d’Italia per numero di ludopatici e pil prodotto dal gioco d’azzardo. Il Sindaco Bartolomeo, neuropsichiatra infantile, ha spiegato ai ragazzi presenti il processo che sta alla base della ludopatia e il rischio di precipitare rapidamente e inconsapevolmente nella dipendenza.

La delegata alla Legalità Patrizia Menanno ha invece elencato le iniziative intraprese dall’Amministrazione comunale per fronteggiare il fenomeno. Dall’adesione al Manifesto dei sindaci contro il Gioco d’Azzardo che vede uniti 600 tra i più grandi Comuni d’Italia, alla raccolta firme per una legge di iniziativa popolare mirata a dare più potere ai sindaci in tema di contrasto alle ludopatie; dal regolamento antislot all’ordinanza sugli orari di attivazione delle macchinette. “La sospensiva del Tar – ha ribadito la delegata Menanno – non ci scoraggia ma anzi rafforza il nostro impegno. Si è scelta la strada più rischiosa sotto il profilo dei ricorsi per cercare soluzioni adeguate alle esigenze dei nostri cittadini. Anche Milano si è vista sospendere le proprie iniziative dalla giustizia amministrativa ma oggi è dotata di un regolamento perfettamente legittimo. Con l’ordinanza – ha concluso – abbiamo cercato di arginare il momento predatorio del gioco d’azzardo, porre un deterrente che, in qualche modo, riduca l’accesso al gioco. Il vero impegno del Comune inizia oggi per avere un regolamento e un’ordinanza che siano inattaccabili sotto il profilo della legittimità amministrativa”.

Si è discusso anche di pubblicità, che è il vero paradosso di questo fenomeno. Interessante l’analisi che Fiasco ha fatto di alcuni giochi televisivi, come quelle dei pacchi. “Il primo obiettivo – spiega – è di stimolare nello spettatore un processo di immedesimazione con i concorrenti del gioco. La vocina fuori campo che fa l’offerta assolve al ruolo della coscienza. Hai sempre la possibilità di fermarti. Puoi accontenarti di una vincita più modesta o andare avanti e giocare il tutto per tutto. Se non ci stai, se ti fermi e fai una scelta razionale, vieni quasi ridicolizzato. Quando il concorrente perde, scatta immediatamente la sigla del telegiornale. Quando vince, la trasmissione prosegue per dare enfasi alla vincita. Tutto questo alimenta la voglia di giocare e, con essa, il rischio di perdere”.

A fine convegno, è stato esibito un volantino che reclamizza il cenone di Natale in una nota sala giochi di Formia, peraltro già multata dai Vigili Urbani per inottemperanza alla legge regionale  che vieta la pubblicità delle sale da gioco. “Segno che la strada da percorrere è ancora lunga – sostiene Patrizia Menanno – ma che il nostro impegno va nella giusta direzione”.

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