Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca Aprilia

Mafia ad Aprilia, il “capo dei capi” Forniti e la moglie sfuggiti alla cattura

E’ quanto emerso nelle ultime ore; la coppia non è stata trovata al momento del blitz dei carabinieri e risulta ancora irreperibile. Si cerca anche Jasmail Singh

Sono sfuggiti alla cattura Patrizio Forniti e la moglie Monica Montenero, due tra i personaggi di spicco finiti nell'inchiesta antimafia che ad Aprilia ha travolto anche il Comune con il sindaco Lanfranco Principi, poi dimissionario, ai domiciliari. 

Al momento del blitz dei carabinieri la coppia non è stata trovata è risulta al momento ancora irreperibile; non sono stati trovati neanche Luca De Luca, altro nome di peso, secondo quanto emerge dalle carte, all’interno dell’organizzazione di tipo mafioso sgominata dall'operazione che ha portato alle 25 misure cautelari dello scorso 3 luglio, e Jasmail Singh. Il primo si è poi costituito nelle ore successive in caserma mentre il secondo risulta ancora latitante. 

E su loro tre si concentrano ora le ricerche da parte dei carabinieri. Un particolare che è venuto alla luce solo nelle ultime ore.

Come emerge dalle carte dell’inchiesta, Patrizio Forniti è considerato il “capo indiscusso delle due organizzazioni tanto da essere chiamato ‘il Capo deiCapi’ dall’attuale sindaco di Aprilia - si legge -; risulta condannato con sentenza passate in giudicato per reati contro il patrimonio e per detenzione illecita di armi e munizioni e per detenzione illegale di armi da sparo. E’ colui che tiene i contatti, a livello paritario, con i capi delle più importanti famiglie mafiose calabresi e che non esita a prendere posizione al cospetto di rappresentanti di famiglie camorristiche a difesa dei territori in mano alla propria associazione”. Attivo “da oltre un ventennio nel settore del traffico di stupefacenti, nonostante i periodi di detenzione carceraria e domiciliari”. Come si legge ancora nell’ordinanza “gestisce le due associazioni attraverso la forza del vincolo familiare e della potenza derivante da stretti legami con altre consorterie di tipo mafioso”. 

Anche la moglie “riveste una posizione importante all’interno dell’associazione di stampo mafioso capeggiata dal marito, derivane non tanto dall’esercizio di funzioni di direzione o organizzazione, ma appunto dalla qualità di capo assoluto rivestita dal marito tanto che il De Luca soleva chiamarla la Mammasantissima. Tale qualità ha permesso alla Montenero di prendere sostanzialmente il posto del marito nel corso della detenzione di quest’ultimo, mantenendo i contatti diretti con lo stesso”. “Insieme alla figlia - si legge in un altro passaggio dell’ordinanza - tiene i rapporti con esponenti di altre famiglie di tipo mafioso, propone al marito di punire coloro che avevano commesso ulteriori sgarbi nei confronti della cosca”. 
 

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