Cronaca

Operazione antimafia a Palermo: i ruoli di Pietro Canori e dei due corrieri pontini

I dettagli dell'inchiesta coordinata dalla Dda: fiumi di droga da Latina ai gruppi criminali della Sicilia

Emergono ulteriori dettagli sul ruolo dei tre pontini dalle lunghe pagine dell'ordinanza di custodia cautelare firmate dal gip del tribunale di Palermo nell'ambito delle due inchieste congiunte,“Gordio” e “Pars Iniqua” condotte dai carabinieri del comando provinciale di Palermo e dalla Dia. L'operazione scattata nei giorni scorsi ha consentito di eseguire misure cautelari a carico di 85 persone (63 arresti in carcere, 18 ai domiciliari e 4 obblighi di dimora) per reati che vanno dal'associazione mafiosa al concorso esterno in associazione mafiosa e associazione finalizzata al traffico di droga, armi, estorsione e corruzione. 

Tra gli arrestati, spicca la figura di Pietro Canori, 71enne di Priverno, noto narcotrafficante già in carcere dal 2019 per una condanna definitiva. Canori, come rilevato nelle carte dell'inchiesta, è il referente per l'acquisto di droga di uno dei gruppi criminali sgominati dall'antimafia, quello che fa capo a Michele Vitale, considerato affiliato a Cosa nostra. Gli investigatori della Dia hanno ricostruito numerose conversazioni di Canori con due dei referenti del sodalizio siciliano, Rita Santamaria e Salvatore Leggio, con i quali il 71enne nel 2018 aveva chiuso un grosso affare. Emerge dai frequenti contatti avvenuti in tutti i mesi dell'estate 2018 che Canori doveva vendere e far trasportare carichi di cocaina verso la Sicilia servendosi di corrieri non identificati. Pietro Canori, per la sua caratura criminale, preferisce non parlare al telefono, dissimula il linguaggio parlando di vino perché teme di essere intercettato e rimanda più volte un viaggio in Sicilia per trattare direttamente con il capo del mandamento Michele Vitale. Si evince inoltre, dalle conversazioni, che non è solo a gestire la vendita di droga ma fa riferimento ad altri personaggi pontini, non indagati in questa inchiesta ma comunque già noti alle forze dell'ordine proprio per droga. Alla fine Canori si reca a Partinico nel mese di settembre e chiude l'affare con Vitale per la vendita di ingenti dosi di cocaina nella zona di influenza del gruppo in Sicilia.

Di tutt'altro calibro invece gli altri due arrestati pontini, Alessio Antonacci e Stefano Carocci, entrambi di Latina, considerati corrieri della droga per il gruppo che fa capo ai fratelli Gioacchino e Raffaele Guida, che operavano nella provincia di Trapani e nella città di Palermo. Entrambi, disoccupati e incensurati, avevano il compito di trasportare la droga in Sicilia tornando poi con il denaro. Proprio durante il viaggio di ritorno verso Latina entrambi erano stati fermati, in due circostanze diverse e a distanza di poche settimane. Alessio Antonacci, il 24 gennaio del 2019, viene fermato dai carabinieri alla guida di un’Audi A3 mentre percorre la 156 in direzione Sezze. Nell'abitacolo nascondeva 144mila euro. Un mese dopo viene bloccato al ritorno dalla Sicilia anche Stefano Carocci, scoperto con 125mila euro. Quest'ultimo poi viene arrestato un anno dopo a Latina perché trovato in possesso, nella stessa auto, di tre pistole cariche di cui due con silenziatore e una con un colpo in canna, un episodio però apparentemente non legato all'indaine siciliana.



 

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