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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca

Mafia nel Lazio, le mani della criminalità organizzata su Latina

Secondo rapporto dell'osservatorio Luiss sulla legalità dell'economia, i clan operano soprattutto nella provincia pontina e ad Ostia. Dall'inizio del 2013 sono 279 procedimenti dalla Dda capitolina, molti dei quali a Latina

La provincia di Latina e la zona di Ostia sono le zone in cui operano maggiormente le organizzazioni criminali del Lazio che dispongono di liquidità tra i 615 e gli 1,1 miliardi di euro.

Questo è quanto emerge dal secondo rapporto dell'osservatorio Luiss sulla legalità dell'economia, che analizza il Pil delle mafie e "la guerra silenziosa del 416 bis".

In base allo studio, svolto anche dagli studenti dell'università, i ricavi delle mafie nel Lazio, che raggiungono cifre altissime - sono determinati in gran parte da attività illecite come prostituzione, traffico di droga, contraffazione, usura ed estorsioni.

Dal dossier in particolare emerge "una fitta rete criminale che abbraccia l'intera regione, con particolare riguardo ai centri di produzione economica più significativi". Si tratta di fenomeni illeciti "comandati da famiglie, anche collegate alle mafie tradizionali, stanziatesi a ridosso degli anni '80 nei territori nevralgici dell'economia romana, il cui mercato ha risentito in negativo di tali influssi".

Nel rapporto viene citata in particolare la criticità della provincia di Latina e analizzata anche la situazione del litorale romano. "Quelle di Ostia - è detto - sembrano organizzazioni che impongono il modus operandi descritto dall'art.416 bis: vere e proprie strutture che incarnano quel modello, con un controllo capillare del territorio".

Il rapporto Luiss prende in esame anche i dati economici: secondo il rapporto, nei primi nove mesi del 2013 si è registrato un aumento del 15% dei fallimenti delle aziende, con un crollo del 10% del credito alle imprese. Una condizione socio-economica difficile al punto che, citando i dati della Dda, il quadro che emerge nel Lazio non sembra lasciar dubbi. Nel 2012 sono stati aperti 279 procedimenti dalla Dda capitolina, di cui 17 ipotizzano il reato di 416 bis. La provincia più colpita, secondo i dati, resta quella di Latina, oggetto di maxi-sequestri di beni per un totale di 280 milioni di euro.

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