Contro le mafie e la criminalità, Libera scende in piazza a Formia

Manifestazione domenica 30 novembre alle 18 in piazza Municipio; la mobilitazione dopo l’ultimo episodio di qualche giorno fa quando un giovane è stato picchiato e accoltellato da un gruppo di coetanei in piazza Santa Teresa

L’episodio di qualche giorno fa avvenuto nei pressi di piazza Santa Teresa, dove un giovane è stato aggredito, picchiato e infine ferito con una coltellata da un gruppo di coetanei, è solo l’ultimo di un’escalation di violenza a cui dire “basta”.

Questo il motivo che ha spinto il presidio Libera di Formia a scendere in piazza contro le mafie e la criminalità, “ per denunciare il clima irrespirabile che vive la nostra città, a causa della mancanza di risposte certe al dilagare delle mafie”. L’appuntamento è per oggi, domenica 30 novembre, dalle 18 in piazza Municipio. 

“I fatti di sangue avvenuti nei pressi di piazza Santa Teresa dimostrano, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che la nostra comunità deve tenere alta la propria attenzione sui fenomeni criminali legati alla mafia, in particolare quando questi riguardano dei giovanissimi” commenta il presidio Libera di Formia in una nota.

“Lo raccontano i mezzi di informazioni, lo confermano le indagini della magistratura, lo fotografano i nostri occhi quotidianamente che le mafie e la corruzione che ne deriva stanno saccheggiando la nostra società grazie a una vera e propria globalizzazione dell’illecito, che ha prodotto i suoi effetti disastrosi per la capacità dei criminali e dei loro complici di inquinare il tessuto sociale, economico e politico di Stati e comunità.

È giunto il momento di dire basta, è giunto il momento di parole autentiche e di azioni efficaci che possano porre un argine alla violenza della criminalità organizzata e della corruzione, due facce della stessa falsa moneta che è servita per coprire le violenze e comprare le coscienze, per guastare l’economia e danneggiare l’ambiente, per asservire la politica e oscurare l’informazione, per svuotare i diritti e innescare processi di disuguaglianza e di perdita di dignità dell’essere umano dobbiamo dare nuovo significato a parole stanche ma ancora cariche di valore.

La nostra città - prosegue la nota - in particolare è diventata la residenza di molti clan camorristici, che ne hanno fatto luogo dove investire i proventi dei loro commerci illeciti, spesso grazie alla colpevole indifferenza con la quale abbiamo assistito a che ciò avvenisse. E’ necessario, prima che sia troppo tardi, arginare tale deriva, perché non si debbano, prima o poi, piangere morti ammazzati dalla ferocia dei camorristici. Il nostro vuole essere in grido d’allarme sulla gravità del fenomeno.

Lo stesso Procuratore Generale della Repubblica di Roma, Giuseppe Pignatone, in un intervento, ha segnalato come, a Latina la Camorra e della ‘Ndrangheta siano più radicate che a Roma, e che è ci sono tante categorie professionali che, per calcoli di convenienza economica, collaborano con la criminalità.

E’ necessario rompere qualsiasi rapporto con le organizzazioni criminali, arrivandone a isolarla dalla nostra società, ma dobbiamo farlo convintamente e tutti insieme.

Ma altrettanto se non più importante prendere atto che esiste una cultura diffusa e trasversale che dà per scontato questa situazione, e che fa di potere, denaro, familismo, raccomandazioni, interessi personali e partitici, la base del proprio agire a scapito dei diritti delle persone oneste. Ed è su questo aspetto - concludono dal Libera - che i giovani e i cittadini onesti devono prima farsi un esame di coscienza e poi mobilitarsi in maniera coerente, intransigente e sistematica”.

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