Radicamento delle mafie, Rosy Bindi: "Latina è un esempio di come si reagisce"

La presidente della commissione parlare antimafia ha partecipato al convegno organizzato dal Comune con il sindaco Coletta, il presidente dell'Osservatorio regionale sicurezza e legalità Gianpiero Cioffredi e il giornalista Marco Omizzolo

E’ tornata a Latina per partecipare al convegno organizzato dal Comune di Latina sul radicamento mafioso del nostro territorio e sul contrasto alle mafie. Rosy Bindi, presidente della commissione parlamentare antimafia, ha parlato della situazione della provincia e del capoluogo, ha ricordato come Latina sia un laboratorio per le mafie che qui hanno potuto infiltrarsi e radicarsi fino a favorire la criminalità autoctona. Ma ha anche sottolineato che è un esempio di reazione.

“Siamo passati da una fase negazionista – ha spiegato la presidente  - a una fase nella quale, grazie anche al lavoro delle forze dell’ordine, non si nega la presenza della mafia peraltro certificata dalle sentenze della Cassazione. E’ sicuramente un passo avanti importante. Non basta però un’associazione o un osservatorio regionale non bastano i giovani. Chiunque ha una responsabilità dagli imprenditori agli operatori economici, deve sapere che in questa terra gli interessi della mafia ci sono. Occorre reagire per prevenire e per impedire perché quando arrivano le forze dell’ordine i danni sono già stati compiuti”.

“Il caso Latina – ha detto – è un laboratorio, frutto di penetrazioni che arrivano dalla Campania, dalla ‘ndrangheta e dalla Capitale. Penetrazioni che rappresentano la prova che Latina è stata attenzionata dalle mafie su tutti i suoi confini. E’ un laboratorio per capire cosa sono le mafie fuori dai loro territori”. Gianpiero Cioffredi, presidente dell’Osservatorio regionale sulla legalità e la sicurezza, ha invece parlato di “capitale della riscossa civile”: “Nessun territorio – ha detto – ha saputo rispondere in questo modo”. Cioffredi ha ricordato le resistenze della classe dirigente quando si parlava di mafia in provincia, ma anche sottolineato l’importanza di eventi come la manifestazione nazionale di Libera del 2014 e quella dopo l’operazione Don’t Touch contro il clan Ciarelli –di Silvio.

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Rosy Bindi a Latina: il video 

Nel corso del convegno, al quale hanno partecipato anche il sindaco Coletta e il giornalista Marco Omizzolo, Rosy Bindi si è anche soffermata sulla cerimonia, prevista domani alla presenza della presidente della Camera Laura Boldrini, di intitolazione del parco comunale di Latina ai giudici Falcone e Borsellino: “Passare da un parco intitolato al fratello di Mussolini a un parco intitolato a Falcone e Borsellino è un segnale importante. Ho saputo che per la cerimonia di domani qualcuno ha annunciato contestazioni. Vorrei che fosse chiaro che passare da un nome che divide a un nome che unisce è qualcosa di importante per tutto il Paese. Chi non lo ha capito non può invocare la libertà di pensiero e di opinione sancita dalla nostra Costituzione”. Alla città ha poi voluto lanciare un messaggio: “Siate orgogliosi della giornata di domani – ha detto – e non vi curate di chi non vi ha capito perché difficilmente è in buona fede”.

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