Incontro sulla legalità, il Magistrato Francesco Cascini e gli studenti di Cori e Giulianello

Nella Chiesa di Sant'Oliva, il Magistrato Francesco Cascini ha incontrato gli studenti di Cori e Giulianello

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LatinaToday

Nella Chiesa di Sant’Oliva, gremitissima, si è tenuto giovedì mattina (24 novembre), l’incontro tra le terze classi della scuola secondaria di primo grado di Cori e Giulianello e il Magistrato Francesco Cascini. Il complesso monumentale in parte di età romanica in parte quattrocentesco, è spesso scelto per incontri culturali ed è giusto sottolinearne il motivo: è una delle rappresentazioni migliori d’arte antica del Comune di Cori, ed è apprezzato a livello internazionale. Il concetto di bellezza nel territorio, la preziosità culturale all’interno della quale si ha la fortuna di vivere (Cori è di fatto un museo all’aperto) è un dato che gli insegnanti dell’Istituto Comprensivo tengono a ribadire. Del resto, la legalità ben si coniuga con la bellezza. Di sicuro ne conserverà un positivo ricordo il Magistrato Cascini, rimasto molto colpito dal fascino del paese intorno la chiesa, con la piazza che affaccia sulla pianura e le mura ciclopiche a sorreggere secoli di arte e cultura.

Il pretesto della visita del Magistrato è stato il suo libro Storia di un giudice. Far West della 'ndrangheta (Einaudi Stile libero, 2010), analizzato in classe, in cui racconta la propria esperienza di giovane catapultato nella durissima Locride e poi le complicate vicissitudini a Napoli, presso il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Una carriera da subito in ascesa che lo ha portato continuamente a rischiare la vita per garantire giustizia. Proprio le diverse storie narrate nei capitoli del libro, che esprimono vittorie e sconfitte, storie umane non sempre a lieto fine, hanno generato le numerose domande degli studenti. La loro curiosità ha travalicato il testo e l’autore, per arrivare all’uomo, che gentilmente si è prestato.

La docente Annunziata Agnoni ha moderato l’incontro. Ha innanzitutto ricordato il forte impegno che ogni anno si porta avanti nell’Istituto Comprensivo a favore della legalità, in collaborazione con le forze dell’Ordine e vari enti che offrono competenze specifiche per combattere fenomeni illegali e per sensibilizzare ai diritti della persona.

La Dirigente, Patrizia Pochesci, ha ribadito il concetto di scuola come prima depositaria della legalità e ha invitato gli alunni a ringraziare anche i docenti, oltre al Magistrato, che sono usciti dall’alveo dell’aula per consentire una lezione diretta di vita.  Anche il Sindaco, l’avv. Tommaso Conti, ha sostenuto l’importanza, e la necessità, di un contatto diretto con le istituzioni e il ruolo fondamentale dell’istruzione e della cultura.

Il Magistrato ha tenuto a spiegare che la giustizia non è infallibile e ha ricordato che la giustizia arriva quando la legalità si è già rotta. Le istituzioni territoriali e l’atteggiamento delle persone potrebbero arrivare molto prima, ha avvertito, per impedire che il danno venga fatto. Le leggi non sono l’unico riferimento della convivenza civile. Ha ricordato il paradosso del Fascismo in cui leggi ingiuste (come le leggi razziali) rappresentavano la legalità. “I diritti della persona e il rispetto verso la persona sono al di sopra delle leggi scritte.” Ha inoltre spiegato che considerare il Magistrato come eroe è uno squilibrio sociale, un’enfasi errata dei media, una frattura nella legalità. “L’unico modo per affrontare questo lavoro è rispettare le regole, solo questo consente di giudicare una persona che le ha violate. La giustizia non deve essere vista come evento straordinario ed eroico. I giudici non hanno il potere di catturare i cattivi, cambiare il mondo. Il compito di tutti noi è fare in modo che le regole non vengano violate, lavorare insieme affinché ci sia una convivenza civile che non porti a soprusi e violenze.” In sostanza, è molto più importante questo ruolo della comunità che quello che espleta il giudice. Il Giudice Cascini ha citato l’articolo 3 della Costituzione, in cui si sostiene che noi come Stato, come sistema, dobbiamo rimuovere gli ostacoli che impediscono l'uguaglianza. Solo la comunità, tutta, può farlo. Ognuno dovrebbe fare il proprio dovere. Se ciò accadesse non ci sarebbe bisogno di considerare qualcuno eroe.

Un linguaggio della legalità a cui gli studenti dell’Istituto Comprensivo di Cori (scuola media di Cori e Giulianello) hanno potuto attingere direttamente, uscendo dalle aule per vivere uno dei preziosi appuntamenti che i docenti stanno programmando per creare sempre più una scuola ‘dal vivo’, in grado cioè di attingere direttamente alla fonte. Una scelta che rientra in un ambizioso nuovo progetto deciso recentemente, volto allo studio approfondito delle lingue e dei linguaggi per valorizzare culture, lingue straniere e competenze artistiche (intendendo l’arte come ogni forma espressiva della creatività e della corporeità), analisi dei media, diritti della persona, in un’ottica europea e attenta sia alla cultura del territorio sia ai valori fondanti della Costituzione.   

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