Il Questore: “I padroni siete voi”, i cittadini si riprendono Latina e ringraziano

Successo ieri per la manifestazione spontanea "L'ora della legalità" organizzata per ringraziare le istituzioni del lavoro svolto negli ultimi mesi, in particolare per l’esito dell’operazione Don’t touch. Toccante l’intervento del Questore De Matteis

Era successo con la manifestazione organizzata da Libera contro le Mafie, poi era arrivato il corteo di sostegno al giudice Lucia Aielli, minacciata con epigrafi che riportavano il suo nome. Ieri i cittadini di Latina, numerosi, sono tornati in strada in nome della legalità, per dire no alle logiche criminali che per troppi anni hanno alterato l’assetto economico e sociale del capoluogo, per dire no a quello è considerato un sistema, messo in piedi dai personaggi coinvolti nell’inchiesta che ha portato all’operazione Don’t touch.

Una voce che più di ogni altra è arrivata al cuore e alle coscienze dei cittadini è quella del Questore Giuseppe De Matteis: nel suo discorso di ieri, davanti la Questura, si è rivolto ai presenti come un cittadino tra tutti, ed ha parlato di un patto, tra le forze di polizia e cittadini di Latina, quello tra Stato e società civile, fondamentale per la tutela della comunità e per il lavoro degli inquirenti.

In molti hanno apprezzato l’onestà delle sue parole, fuori da ogni tipo di retorica. “Non abbiamo scoperto nulla che voi non sapevate, abbiamo però messo le mani su una situazione che era un cancro per questa città. E vi devo chiedere scusa perché non ci siamo riusciti prima di oggi”. E’ questo uno dei passaggi che ha toccato maggiormente le coscienze dei tanti che ieri hanno deciso di manifestare, che si sono sentiti tutelati, uniti contro un sistema composto da personaggi da sempre visti e sentiti come intoccabili.

“Si è sempre saputo ma nessuno ha fatto abbastanza”: è forse il commento più ridondante negli ultimi tempi. Ma il lavoro del Questore De Matteis, del capo della Mobile Tommaso Niglio e di tutta la squadra mobile in particolare, è stato rivolto a interrompere tutto questo, con l’obiettivo di mettere un punto a un assetto illegale che aveva preso piede regolando tanti aspetti della realtà locale, che aveva costruito un clima di arroganza e spavalderia capace di mettere troppe persone in condizioni di assoggettamento.

Il Questore invita ancora a denunciare, “aiutate, raccontateci quello che vivete sulla vostra pelle. Voi siete i cittadini di questa città, figli e nipoti di una razza che dalla palude ha costruito una città, non è tollerabile che qualcuno si sia impadronito di questo territorio. Tra quelle persone che abbiamo assicurato alla giustizia c’erano alcuni che pensavano di essere i padroni. Ma i padroni siamo noi, siete voi cittadini di Latina. Questo è solo l’inizio”.

LE PAROLE DEL QUESTORE DE MATTEIS - IL VIDEO

Il corteo, a cui hanno partecipato molti studenti della città e diverse associazioni impegnate in prima linea nella lotta alla criminalità, è partito da Piazza del Popolo per arrivare nei pressi dell’entrata della Questura. Ad attendere i numerosi cittadini vi era il Questore di Latina, Giuseppe De Matteis, il dirigente della Squadra Mobile Tommaso NIiglio, il Vicario Antonio Mannoni  e il gruppo investigativo della Squadra Mobile.

Commosso il capo della Mobile Niglio che ha ringraziato tutti. “Questa riconoscenza da parte della gente è per noi la ricompensa più grande”, ha commentato.

LE PAROLE DEL CAPO DELLA MOBILE NIGLIO - IL VIDEO

Toccante anche l’intervento del caporedattore de Il Messaggero Latina Vittorio Buongiorno, vittima di intimidazione da parte di uno degli arrestati, che ha ringraziato gli inquirenti e i presenti per il sostegno ricevuto. Il giornalista, subito dopo aver ricevuto le minacce, si era recato in Questura a denunciare.

LE PAROLE DEL GIORNALISTA  BUONGIORNO - IL VIDEO

Hanno preso la parola due giovani studenti, i quali hanno ricordato i recenti fatti criminosi che hanno riguardato la provincia pontina, partendo dall’indagine per la discarica di Borgo Montello, passando per le minacce al giudice del Tribunale di Latina Lucia Aielli e per gli arresti della cricca del giudice Lollo, per arrivare alle minacce subite, e immediatamente denunciate, proprio da parte di Vittorio Buongiorno.

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