Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca Latina Lido

Marina di Latina: tra ricchezze, contraddizioni e occasioni mancate

Successo per il Forum organizzato da Italia Nostra e RinascitaCivile, "Un excursus sulla complessità di un territorio che vive tra vulnerabilità e contraddizioni, assenza di pianificazione e valorizzazione delle risorse"

Marina di Latina, tra gioie e dolori. Grande successo lo scorso martedì 27 maggio per il forum, proprio sulla Marina di Latina, organizzato da dalle associazioni Italia Nostra e RinascitaCivile e che si è svolto al Circolo Cittadino di piazza del Popolo

LE CONSIDERAZIONI - “Un excursus sulla complessità di un territorio che – spiegano le due associazioni -, tra vulnerabilità e contraddizioni, assenza di pianificazione e valorizzazione delle risorse, mancanza di un progetto unitario che armonizzasse le molteplici ricchezze presenti in funzione dello sviluppo del territorio, ha affrontato una questione della quale si è sempre sentito parlare molto, soprattutto ad ogni campagna elettorale, ma che di fatto è rimasta irrisolta.

“Sicuramente – proseguono - è mancata in tanti anni una visione della Marina di Latina quale parte integrante della città e soprattutto è mancata una seria considerazione delle possibilità di sviluppo della stessa, che sono indissolubilmente legate a quelle dell’intera città di Latina, lo si evince dal livello di degrado e abbandono raggiunti, in conseguenza di una cattiva gestione a partire sin dagli anni 50.  Purtroppo la marina è stata vista come qualcosa di avulso, staccato dalla città, una parte a sé stante. Un errore che ha prodotto gravi conseguenze nel tempo”. 

LE NOTE DOLENTI – È stato il presidente di Italia Nostra e responsabile del gruppo di Lavoro urbanistica di RinascitaCivile, Antonio Magaudda, ad illustrare per sommi capi le condizioni di uno stato di fatto del litorale di Latina, dove il degrado dell’ambiente e anche il degrado del costruito sono evidenti. “L’inquinamento delle acque e la presenza di costruzioni di infima qualità, la carenza sulla viabilità e senza dubbio la trascuratezza in cui versano siti di valore che dovrebbero invece essere recuperati ma che ad oggi risultano incompleti (vedi il Fogliano),  un porto di Foce Verde che potrebbe essere realizzato solo se molto ridimensionato e con una seria programmazione delle infrastrutture. Sarebbe opportuno riprendere alcune delle idee del concorso della marina di Latina (ben 45 proposte) dimenticate”.

A SORPRESA LA BADNIERA BLU – E poi, in questo quadro generale, arriva l’inaspettato riconoscimento della bandiera blu da parte della Fee, che può essere “attribuito alle intenzioni piuttosto che allo stato di fatto. Perché senza dubbio vi sono stati dei miglioramenti, ma molte sono le occasioni mancate. Occasioni che vengono illustrate via via, affrontando i molteplici aspetti di questo territorio, dal punto di vista archeologico, geologico, turistico.. attraverso una pluralità che, se considerata ed armonizzata in un unico insieme, potrebbe essere risorsa economica e quindi importante crescita per la città”.  

L’ASPETTO ARCHEOLOGICO – Altro interessante argomento affrontato e l’aspetto archeologico delle nostre aeree illustrato dall’archeologa Carlotta Bassoli: “Se si verificasse l’impatto archeologico dei lavori pubblici sul territorio e si valorizzassero, anzi che distruggerle – ha spiegato -, le tante risorse forse saremmo un Paese al passo con gli altri Paesi Europei.   Ma tutto questo in Italia non viene fatto, così come a Latina non è stato fatto per i lavori del canale di Rio Martino”.

LA STORIA DEI CAMPEGGI - Quanto all’arretratezza in cui versa la nostra città, è emblematica la storia dei campeggi  della marina di Latina, evidenziata da Marco Sperapani della Federazione Regionale Strutture Turistiche all’aria aperta - Turismo Open Air.  “Se consideriamo che il turismo all’aria aperta è la seconda forma di turismo in Italia e che ci sono Comuni che ne hanno fatto il fiore all’occhiello, creando posti di lavoro e crescita economica, il caso della Marina di Latina ha fatto scuola in negativo. Poste nella condizione di non riuscire a regolarizzarsi molte strutture hanno chiuso, da 10 strutture presenti negli anni 80 siamo scesi a sole 3 strutture presenti, dalle 382.000 presenze di turisti raggiunte nell’anno 2003 siamo scesi alle 41.000 del 2010. Se per degli abusi sono state sequestrate intere strutture (non solo la parte relativa all’abuso) e nessuno strumento urbanistico ha messo poi le stesse in condizioni di regolarizzarsi, gli operatori nell’impossibilità di lavorare hanno abbandonato a poco a poco, chiudendo le attività. Sappiamo bene che in condizioni di crisi prospera la malavita organizzata, la crisi è l’humus sul quale prospera, riciclando denaro sporco, ricomprando con facilità ciò che viene svenduto da chi non riesce a riprendersi dalle difficoltà economiche ed è strozzato dai debiti.  Un quadro davvero desolante. Finalmente di recente è stato approvato un piano campeggi che ha ripristinato una condizione di legittimazione di queste strutture, nel frattempo decimate. Ora recuperare è decisamente un processo lento”.

LA QUESTIONE DELLE TERME DI FOGLIANO - È stato Giancarlo Bovina, geologo, poi a parlare dell’area di Pantano dei Masi (Terme di Fogliano), mettendone in evidenza la delicatezza e le criticità (fenomeni di subsidenza, intrusione delle acque saline nella falda,  etc.), proponendone, infine, la rinaturazione, con possibilità di realizzare un impianto di fitodepurazione delle acque dei canali.

I PROGETTI – A delineare, infine, i progetto per riqualificare la Marina di Latina, è stato infine l’assessore all’urbanistica del Comune di Latina, Giuseppe Di Rubbo, il quale nel corso del suo intervento ha ribadito “che vi è massima attenzione rispetto a questa nostra risorsa, la cui priorità per la città è indiscussa. Progetti in via di realizzazione ce ne sono, bisogna darne atto.. anche se il processo sarà lento, ma i finanziamenti destinati alla marina di Latina indicano un’inversione di tendenza. Certo è che in pochi anni non si può recuperare ciò che non si è fatto per decenni.”

A chiusura degli interventi, Samuele Gaiani, Presidente di Unitas-onlus,  ha messo in evidenza la necessità di programmare un turismo sinergico e integrato tra le varie aree dell’Agro Pontino e dei Monti Lepini.

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