Cronaca

Metro, inchiesta della Procura. Il Comitato: “Sapevamo sarebbe accaduto”

La Procura di Latina ha aperto un'inchiesta sulla vicenda della Metro leggera. Soddisfatto il Comitato Metro Bugia: "Non conoscevamo precisamente quando, ma sapevamo che prima o poi sarebbe accaduto"

La Procura di Latina ha aperto un'inchiesta sulla vicenda della Metro leggera. L’anticipazione questa mattina sulle pagine dell’edizione locale de Il Messaggero.

Come riportato questa mattina sul quotidiano locale, la Procura della Repubblica di Latina ha chiesto alla Guardia di Finanza di acquisire tutti gli atti al Comune relativi all’infrastruttura, documenti che drovrebbero essere consegnati nei prossimi giorni.

Un progetto quello della Metro Leggera che, finanziato dal governo con 80 milioni di euro, è fermo da anni, suscitando non poche polemiche.

LA NOTA DEL COMITATO - “Apprendiamo dell’inchiesta da parte della Procura della Repubblica sulla questione “metro”. Non conoscevamo precisamente quando, ma sapevamo che prima o poi sarebbe accaduto. Riteniamo che siano davvero tanti gli aspetti da dover chiarire relativamente all’iter burocratico dell’opera come molteplici sono le personalità intervenute nel progetto che a nostro avviso, con diversi gradi di responsabilità, hanno permesso il verificarsi di tutto ciò”.

Così il Comitato Metro Bugia, più volte intervenuto sulla spinosa questione dell’infrastruttura che ancora non ha visto la luce, commenta la notizia di oggi.

“Il procedimento burocratico ormai ultradecennale dell’opera risulta particolarmente gravoso, articolato e complesso. Riteniamo quindi che la Procura abbia un bel da fare, tuttavia conosciamo la grande professionalità ed esperienza della dottoressa Spinelli. Noi da parte nostra mettiamo senz’altro a completa disposizione la nostra attività pluriennale fatta di studio e di fatica. Abbiamo raccolto e analizzato dal punto di vista tecnico, amministrativo e giuridico, una considerevole mole di dati, documenti, progetti e atti amministrativi, producendo centinaia tra note, articoli, conferenze ed esposti.

Noi del comitato - prosegue la nota -, invece di venir considerati come una opportunità, abbiamo dovuto lottare, e stiamo tuttora lottando, con un’amministrazione che si è dimostrata sovente piuttosto ostile nei nostri confronti e siamo dovuti ricorrere diverse volte al Difensore Civico per veder riconosciuti i nostri diritti all’acquisizione degli atti. Per fortuna sappiamo che la Procura non avrà di questi problemi.

Di recente abbiamo acquisito parte della documentazione richiesta atta a capire il motivo per cui è stato possibile procedere con la realizzazione dei 7 vagoni e con l’emissione dei 2 SAL del 23/9/2010 e 26/10/2010, nonostante le problematiche ormai note da tempo. Solo una delle tantissime e più volte elencate “stranezze” che abbiamo riscontrato in questi lunghi otto anni di attività. Per ora possiamo dire che dall’esercizio dell’accesso agli atti non ci risulta, o forse non ci è stato fornito, alcun atto amministrativo utile per la formalizzazione del via alla realizzazione dei vagoni dal costo di svariati milioni di euro. Nonostante ciò questi risultano realizzati ormai da 5 anni, fermi in un deposito in Francia e con tutta probabilità in via di ammaloramento, se non già ammalorati.
Stiamo comunque vagliando al momento la posizione del Direttore dei Lavori, figura che riteniamo di grande rilevanza nel procedimento e di cui vi daremo notizia a strettissimo giro” concludono dal Comitato.

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