A processo per truffa, geometra minaccia le vittime per convincerle a non testimoniare

Le indagini della Finanza: un professionista di San Felice Circeo era imputato per una truffa i danni del Comune e di 46 persone per 150mila euro. Minacce su whatsapp con un numero anonimo

Avrebbe contattato alcune delle persone da lui truffate per convincerle a non deporre nel processo.

E’ di violenza privata l’accusa avanzata nei confronti di un professionista di San Felice Circeo accusato di aver truffato Comune e ben 46 persone per 150mila euro. Si tratta di un geometra del posto sul quale i finanzieri del comando provinciale di Latina, coordinati dal sostituto procuratore Valerio De Luca, hanno avviato un accertamento dopo la denuncia di alcune vittime.

Il geometra era già conosciuto alle forze dell’ordine in quanto è stato condannato per aver presentato presso gli uffici del Comune di San Felice bollettini postali falsi, a corredo delle istanze per diritti connessi ad oblazioni, sanatorie e licenze, per un valore totale di circa 150mila euro.

Contestazioni che risalgono al 2010-2012 e per le quali è stato condannato patteggiando la pena a due anni più la confisca di circa 60mila euro.

Ma è proprio in relazione a tale processo che i finanzieri hanno avviato un indagine dopo aver raccolto una denuncia. Un mese prima dell’udienza, infatti, l’imputato avrebbe contattato alcune delle persone da lui truffate, minacciandole affinché non deponessero nel processo a suo carico.

Una delle vittime avrebbe ricevuto tramite Whatsapp, un messaggio di minacce da un numero telefonico sconosciuto. Gli accertamenti hanno permesso di di ricondurre ad una persona vicina al geometra, risultata estranea ai fatti, il numero di telefono utilizzato per le minacce e di rinvenire in un telefono in uso all’imputato, la relativa scheda telefonica. 

“A seguito delle indagini tecniche eseguite sul telefono sequestrato – spiegano dal comando provinciale -  e dell’analisi del traffico telefonico è emerso che il professionista di San Felice Circeo aveva contattato, sia attraverso Whatsapp che a mezzo sms, altre 4 persone, anch’esse truffate, “suggerendo” con frasi minacciose, di astenersi dalla deposizione nell’imminente processo a suo carico.

In tutto sarebbe cinque le persone minacciate.

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