Giovedì, 18 Luglio 2024
Il caso / Minturno

Buoni fruttiferi prescritti: parte il pignoramento a Poste per risarcire una famiglia

Il giudice ha rilevato che non era stata data adeguata informazione della scadenza

Una vittoria di Confconsumatori sui buoni fruttiferi postali. Il caso riguarda tre persone di Minturno, madre e due figli, che nel 2002 avevano sottoscritto due buoni fruttiferi cointestati, ognuno di 500 euro. Nel 2021 i tre si sono poi recati all’ufficio postale della cittadina per chiedere il riscatto dell’investimento, ma si sono sentiti rispondere che era troppo tardi e che i loro buoni erano prescritti.

Con l’aiuto di Confconsumatori la famiglia ha quindi deciso di inoltrare un reclamo a Poste, di fronte al quale si è sentita  ribadire che i buoni scadevano al settimo anno. Peccato che le informazioni relative ai termini di scadenza non fossero  presenti sui buoni all’atto della sottoscrizione. Con l’aiuto della sede di Confconsumatori Latina e dell’avvocato Franco Conte è stata tentata in prima battuta un’istanza di mediazione, poi si è reso necessario citare l’intermediario davanti al giudice di pace di Cassino per ottenere il rimborso della somma investita e degli interessi maturati. A luglio 2022 è stata emessa una sentenza in favore dei consumatori, accogliendo tutte le richieste della famiglia e condannando Poste al pagamento delle spese legali. “Ma non è bastata la decisione del giudice – scrive Confconsumatori in una nota - a sbloccare il risarcimento: di fronte al mancato versamento da parte di Poste, l’ufficiale giudiziario ha disposto il pignoramento di beni pari a 2.400 euro presso gli uffici della sede centrale delle poste di Cassino.

Nella sentenza si legge in particolare che “i buoni postali non contengono alcun elemento da cui possa dedursi la scadenza. Dalla violazione dei doveri di trasparenza e di informazione imposti a Poste Italiane consegue tuttavia la condanna della società convenuta al risarcimento del danno in favore degli attori. Per ciò che concerne la quantificazione del danno, appare congruo riconoscere un risarcimento pari all’importo del buono. È poi da ritenere che se gli attori fossero stati adeguatamente informati sulla scadenza dei buoni, li avrebbero presentati all’incasso in tempo”. “Il giudice ha dunque sancito – spiega ancora l’associazione - la responsabilità di Poste per non avere adeguatamente informato i consumatori e ha riconosciuto, a titolo di risarcimento del danno subìto, il rimborso delle somme investite con l’aggiunta del 35% degli interessi, che avrebbero dovuto essere corrisposti alla scadenza del buono”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Buoni fruttiferi prescritti: parte il pignoramento a Poste per risarcire una famiglia
LatinaToday è in caricamento