Morti sul lavoro, Lazio all’ottavo posto. Sei i decessi a Latina

Sono i dati relativi al 2014 che emergono dall’indagine dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre. Il maggior numero di vittime a Roma (30), a Latina e Rieti 6, a Frosinone e Viterbo 4

“E’ un bilancio drammatico che non si vorrebbe e non si dovrebbe raccontare in un paese civile. Eppure anche quest’anno le vittime sul lavoro sono state tante. Troppe. Da gennaio a novembre nella nostra Penisola si contano 919 vittime: di cui 684 decedute sul luogo di lavoro e 235 in itinere”.

Questo in sintesi il quadro dipinto dalla recente indagine dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre elaborata sulla base di dati Inail e illustrata dal presidente Mauro Rossato.

Un bilancio drammatico che interessa anche la provincia pontina e il Lazio. La nostra regione, infatti si piazza all’ottavo posto in Italia per numero di decessi, 50 (dati aggiornati al 30 novembre 2014 e pubblicati il 30 dicembre 2014), dietro a Lombardia che guida la triste classifica con 80 decessi, seguita poi dall’Emilia Romagna (68), dalla Puglia (65), da Piemonte e Sicilia (60) e dal Veneto (55)

Dati sconcertanti per tutto il Paese con un decremento della mortalità rispetto al 2013 (pari al 3,9 per cento) e che, come sottolinea Rossato, “non sembra essere significativo per un’inversione di tendenza” Intanto, ad indossare la maglia nera per l’incidenza della mortalità rispetto alla popolazione lavorativa secondo l’Osservatorio mestrino è la Basilicata (88,9 - contro una media nazionale pari a 30,4), seguita dal Molise (80,4) e dalla Puglia (56,2). Molto più indietro il Lazio con un incidenza di 22,6, decisamente sotto la media.

LA PROVINCIA PONTINA - Sei le morti bianche a Latina nel 2014, mentre sono 90 i casi nella Capitale (il dato più alto in Italia); sei i casi totali anche a Rieti, mentre quattro vittime si contano a Frosinone e Rieti. Per quanto riguarda la classifica in base all’indice di incidenza sugli occupati, la provincia pontina si piazza al 62esimo posto (29,8).

RIFLESSIONI - “Continua ad essere il settore delle costruzioni quello maggiormente coinvolto dagli incidenti mortali (14,5 per cento dei casi e 99 vittime), seguito dalle attività manifatturiere (12,6 per cento e 86 infortuni mortali) e dai trasporti e magazzinaggi (9,8 per cento e 67 decessi) - spiegano dall’Osservatorio -. Analizzando i dati della classifica provinciale, poi, si scopre che il più elevato numero di vittime viene registrato a Roma (30): al secondo posto Torino (24), al terzo Bari (23). Seguono: Napoli (17), Cuneo (15), Brescia e Salerno (14), Lecce, Palermo, Modena e Milano (13). Mentre l’incidenza più alta della mortalità rispetto alla popolazione lavorativa a livello provinciale viene registrata ancora una volta da Isernia (182) seguita da Enna (140)”.

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