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Cronaca

Morti sul lavoro: 56 decessi nel Lazio nel 2014, 6 nella provincia pontina

I dati, relativi al 2014, che emergono dall’ultima indagine sulle morti bianche in Italia r elaborata sulla base di dati Inail dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega Engineering

Più di mille morti sul lavoro nel 2014, 56 nel Lazio e sei nella provincia di Latina. Sono questi alcuni dei dati che emergono dall’ultima indagine sulle morti bianche in Italia elaborata sulla base di dati Inail dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega Engineering - i dati sono riferiti al 31 dicembre 2014.

Numeri drammatici come li definisce Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio.
“Una mappatura dettagliata - si legge in una nota - dove sono 263 gli infortuni mortali rilevati in itinere e 746 quelli verificatisi in occasione di lavoro con una flessione rispetto al 2013 (erano 775) del 3,7 per cento”.

DATI PER REGIONE - La Lombardia sempre in cima alla graduatoria regionale per numero di incidenti mortali (86 lavoratori deceduti), seguita dall’Emilia Romagna (72), dalla Puglia (68), dal Piemonte (66), dalla Sicilia(65), dalla Campania (58) e da Veneto e Lazio (56). 
Osservando, poi, l’incidenza della mortalità rispetto alla popolazione lavorativa è ancora la Basilicata a far rilevare il dato peggiore con un indice pari a 94,4 contro una media di 33,2. Un rischio di mortalità triplo rispetto al resto del Paese e assai vicino a quello rilevato in Molise (90,5).

DATI PER PROVINCIA - Analizzando i dati della classifica provinciale si scopre che il più elevato numero di vittime viene registrato a Roma (34); al secondo posto Torino (26), al terzo Bari (23). Seguono: Napoli (18), Salerno (17), Cuneo (16), Brescia e Milano (14), Lecce, Bolzano Palermo (13). Il settore delle costruzioni quello maggiormente coinvolto dagli incidenti mortali (14,2 per cento dei casi e 106 vittime), seguito dalle attività manifatturiere (12,6 per cento e 94 infortuni mortali) e dai trasporti e magazzinaggi (9,9 per cento e 74 decessi).

Mentre l’incidenza più alta della mortalità rispetto alla popolazione lavorativa a livello provinciale viene registrata ad Isernia (218,4) seguita da Enna (140,9). Quasi un terzo delle vittime aveva un’età compresa tra i 45 e i 54 anni (243 lavoratori), il 25,5 per cento dai 55 ai 64 anni (190 lavoratori).

LA PROVINCIA DI LATINA E IL LAZIO - In tutta la provincia pontina nel 2014 sono stati 6 i decessi sul lavoro. Per quanto riguarda la classifica in base all’indice di incidenza sugli occupati, la provincia pontina si piazza al 65esimo posto (29,8). Nel Lazio, come detto a Roma si registra il più alto numero di morti bianche, 34 (è 91esima nella classifica in base all’indice di incidenza sugli occupati - 20,2), a Rieti sono 7 le vittime sul lavoro nel 2014 (quarta nella classifica per incidenza - 123), 5 a Frosinone (63esima con indice di incidenza pari a 31,7) e 4 a Viterbo (54esima con indice di incidenza 35,5).

I COMMENTI - “Analizzando le modalità con cui si perviene all’infortunio mortale, è possibile rilevare spesso una grave carenza di cultura della sicurezza. Non è mai sufficiente ripetere che questo aspetto impatta non solo sulla sensibilità del lavoratore in merito ai rischi, ma anche e soprattutto sull’errata scelta delle modalità esecutive del lavoro (procedure) e, più in generale,  - spiega l’Ingegner Rossato - sulla non corretta progettazione del lavoro (per esempio, in merito alla scelta delle attrezzature adeguate, di idonei apprestamenti e di dispositivi di protezione), trascurando completamente la preventiva predisposizione di idonee misure necessarie a salvaguardare la sicurezza di chi opera”.

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