Pd in visita al Goretti: “Emblema delle scelte punitive della Polverini”

Il vice capogruppo regionale Moscardelli e il segretario provinciale Forte, dopo il tour nel nosocomio pontino ne mettono in luce le criticità e i punti forti da sviluppare

Una visita per verificare le condizioni di agibilità degli operatori e le condizioni di trattamento dell’utenza. Così hanno definito, il consigliere regionale Claudio Moscardelli e il segretario provinciale del Pd Enrico Forte, il tour che hanno personalmente compiuto nella giornata di ieri tra i corridoi dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina.

Una visita che ha avuto l’obiettivo di avere dimostrazione concreta di quelle che sono le criticità del nosocomio pontino e i suoi punti forte.

“L’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina ha compiuto negli ultimi 10 anni un percorso di crescita tale da farne una struttura ospedaliera di notevole livello e qualità. Appena insediata, la Presidente Polverini, con decreto n. 73 del 29.09.2010, ha però declassato il Goretti a DEA di I livello e collegandolo funzionalmente al DEA di II livello Ospedale San Camillo di Roma, nostro riferimento per le famigerate macroaree, espediente per spalmare il deficit delle Ausl di Roma e l’eccesso di offerta di posti letto della Capitale sulle province – hanno dichiarato Forte e Moscardelli -. Si è previsto nel decreto di riclassificare Latina DEA di II livello a partire dal 1° gennaio 2012: fatto che non si è ad oggi verificato”.

"La condizione del Goretti attuale è ancora quella di una struttura di qualità ma che può rapidamente degradare, in quanto il taglio di risorse e l’impossibilità di assumere personale produrranno sempre più una diminuzione dei servizi al cittadino e lo scadimento della loro qualità. La maggior parte dei reparti sono privi del primario; il blocco dei concorsi per primario e il declassamento dell’ospedale renderà in futuro la struttura non più appetibile per le alte professionalità, comportando lo scadimento ad ospedale di provincia e di passaggio, con scarsa capacità di assistenza qualificata e complessa”.

Secondo gli esponenti del Pd sono tre le criticità del Goretti:

1) problemi di spazio e di sicurezza. In alcuni reparti si sta procedendo con lavori di ristrutturazione in particolare per il Pronto Soccorso, per il padiglione Porfiri e per chirurgia. Tuttavia esiste un problema più generale di spazi. Occorre spostare il 118 in una struttura comunale  in modo da poter ospitare nell’attuale palazzina i poliambulatori. Inoltre l’area del Goretti può ospitare una nuova ala da destinare all’università, risolvendo così anche i problemi di convivenza tra assistenza e didattica. E’ assurdo che la Regione non dia a Latina le risorse per la vigilanza armata assicurata alle strutture romane.

2) problemi di attrezzature. Negli ultimi anni, l’ospedale si è dotato di strumenti di diagnostica di eccezionale livello, come la TAC multistrato, l’angiografo digitale e la PET, tanto da rendere Latina riferimento regionale. Manca, però, una Risonanza Magnetica: quella presente, unica di struttura pubblica della provincia, ha 12 anni e non è più adeguata. Occorre informatizzare la trasmissione degli esami diagnostici, oggi ancora trasportati a mano con dispendio di risorse ed inefficienza del servizio.

3) problemi di personale. Non si sostituisce il personale che va in pensione e il carico di lavoro sugli operatori diventa sempre più insostenibile, mentre gli stipendi sono tra i più bassi del Lazio e tanto personale è precario da anni. La mancanza di medici al pronto soccorso come in tante altre strutture complesse insieme all’insufficienza di infermieri, determina un regime ridotto o un minore qualità di assistenza.

“Classificare nuovamente Latina come Dea di II livello significherebbe più risorse, come previsto per questo tipo di strutture. questo tipo di strutture. Il blocco dei concorsi a primario e all’assunzione di personale è ingiustificato per la nostra AUSL che non produce deficit. E’ assurda la scelta di tornare al passato indebolendo la sanità provinciale per mantenere gli sprechi e le inefficienze della Capitale – hanno concluso Moscardelli e Forte, che sono sotto gli occhi di tutti. Il comportamento penalizzante della Polverini non ha precedenti nella storia dei rapporti tra Regione e Provincia di Latina, non solo nella sanità”.
 

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