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Cronaca

Motorizzazione, scandalo delle patenti: al via i primi interrogatori

Esami mai sostenuti e candidati sostituiti durante i test. Saranno ascoltate oggi le 5 persone finite in carcere nell'inchiesta "Pay to drive" sul presunto giro di denaro per la compravendita di patenti

Fa ancora rumore in tutto il capoluogo pontino e nella provincia l’eco della brillante operazione della polizia stradale di Latina, denominata "Pay to drive", che ha smascherato un presunto giro di mazzette per rilasciare patenti che vede coinvolte la Motorizzazione civile e alcune scuole guida del territorio pontino, e portato all'arresto, mercoledì scorso, di 14 persone.

Patenti di guida che, sotto pagamento di denaro – erano richiesti dai mille ai 3mila euro -, venivano rilasciate soprattutto a stranieri e a soggetti che non avevano i requisiti garantendo allo stesso tempo il superamento dell’esame di teoria. Esami che, nell’ambito delle tre o quattro sedute al mese che venivano fissate dalla Motorizzazione, spesso erano altri soggetti compiacenti a sostenere, sostituendosi ai candidati stranieri, in altri casi, da dietro un vetro, comparivano dei suggeritori in grado di fornire le risposte corrette.

Il bacino d'utenza a cui si rivolgevano titolari delle autoscuole della provincia di Latina e funzionari della motorizzazione civile era costituito soprattutto da cittadini stranieri, in particolari rumeni e indiani che non conoscevano la lingua italiana, ma in qualche caso anche da italiani, in particolare pregiudicati in arrivo da altre province italiane.

IL VIDEO - LE SEDUTE D'ESAME PILOTATE

I soldi finivano nelle mani di titolari delle autoscuole e poi venivano spartiti con impiegati e funzionari della motorizzazione, tutti accusati avario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla concussione e alla corruzione, falso materiale e ideologico e abuso d’ufficio.

A smascherare il presunto giro di 'patenti facili' è stata la polizia stradale di Latina che ha arrestato 14 persone tra cui cinque funzionari della motorizzazione civile del capoluogo e altri titolari di agenzie e autoscuole di Terracina, Gaeta e Formia al termine di un’indagine avviata nel 2010, condotta con scrupolosità dagli uomini di Francesco Cirpiano. Sono state circa 30mila le intercettazioni telefoniche, ambientali e video che hanno testimoniato il meccanismo messo in atto dal gruppo – al capo del quale secondo gli accertamenti ci sarebbe una donna, dipendente della Motorizzazione Civile -: alcune microspie erano state anche piazzate nelle sale in cui si svolgevano gli esami di guida facendo luce sulle modalità attraverso cui si svolgevano le prove.

Intanto per oggi sono previsti i primi interrogatori delle 5 persone finite in carcere. Sarà il gip Nicola Iansiti, che ha firmato le ordinanze di custodia cautelare in carcere ad ascoltare gli indagati; nei prossimi giorni toccherà invece alle 9 persone arrestate e ristrette ai domiciliari.

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