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Mercoledì, 18 Maggio 2022
L'indagine / Terracina

Gallerista e broker internazionale di stupefacenti, arrestato il terracinese Andrea Deiana

Il 41enne colpito da misura cautelare con altre 30 persone nell’ambito di un’inchiesta della Dda di Milano

Ufficialmente mercante d’arte ma in realtà era un "importantissimo broker di stupefacenti internazionale, in grado di organizzare forniture per centinaia di chili". Andrea Deiana, 41 anni di Terracina ma da tempo residente ad Amsterdam dove ha una importante galleria, è al centro dell’indagine della Squadra mobile di Milano che ha portato all’esecuzione di 31 ordinanze di custodia cautelare tra cui, appunto, quella di Deiana.

Gli investigatori della Direzione distrettuale antimafia lombarda ipotizzano l’associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale e nazionale di ingenti quantitativi di stupefacenti. L’indagine, con forte connotazione transnazionale, si è avvalsa della articolata cooperazione internazionale coordinata da Eurojust e del coordinamento di polizia di Europol che hanno consentito, rispettivamente, un forte raccordo con le autorità giudiziarie di Olanda, Lituania e Spagna e l’acquisizione delle numerose chat criptate delle piattaforme Encrochat e skyEcc, rilevate nell’ambito dell’attività di indagine dall’autorità giudiziaria francese, titolare del dato informatico. Al vertice dell’organizzazione criminale è stato individuato proprio il 41enne terracinese, titolare di una nota galleria d’arte moderna ad Amsterdam specializzato in particolare nelle opere di Bansky che aveva scelto anche come nickname nelle chat intercettate. 
Nel corso dell’attività investigativa i vertici dell’organizzazione criminale hanno mostrato di avere solidi rapporti con trafficanti sudamericani, attraverso referenti italiani stanziali, uno dei quali, narcotrafficante di elevato spessore, è morto in Colombia a seguito di un “investimento stradale”. Legami di rilievo sono emersi anche con criminali di spessore di origine lituana, già coinvolti in un’altra attività investigativa, e risultati in contatto con Milly, uno dei due promotori dell’organizzazione milanese.

In quella vicenda, il trafficante italiano era stato arrestato a margine di un summit con due narcotrafficanti lituani poiché trovato in possesso di una pistola semi-automatica. L’organizzazione criminale, che si ritiene sia stata in grado di rifornire numerosi trafficanti lombardi, laziali, pugliesi e abruzzesi di ingenti quantitativi di stupefacenti tra cocaina, ketamina e hashish, sul territorio milanese approvvigionava anche spacciatori operanti nella movida cittadina e nei party privati.

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