Nave affonda, i pontini: “Lotta per i giubbotti e scialuppe strapiene”

Drammatico il racconto dei passeggeri della provincia di Latina che hanno vissuto la tragedia del naufragio della Concordia nell'isola del Giglio: "La gente camminava sopra altra gente"

Sarebbero più di una decina i pontini a bordo della nave Costa Crociere Concordia che ieri sera è rimasta incagliata alle secca di punta Gabbianara, la punta a più estremo sud dell’isola del Giglio.

Oltre alla cantante Veronika Cutonilli in arte Nikasoul e al fotografo Amleto Pane, i cui nomi sono stati i primi ad uscire come quelli dei passeggeri che avevano vissuto la tremenda tragedia del naufragiosecondo l’agenzia Omniroma si aggiungono anche quelli di una coppia di Aprilia, una vigilessa e suo marito, e tre persone di Terracina, una coppia e un loro amico. Ma l'elenco potrebbe anche allungarsi.

Scene da film si sono susseguite in mezzo al mare. Paura, terrore, angoscia. Questi sono gli stati d’animo vissuti dai passeggeri e che emergono dalle loro parole ancora cariche di tensione. Le grida della gente, la lotta per assicurarsi un salvagente. Un incubo che sembrava non finire mai.

"È stato allucinante. Nessuno ci diceva nulla e il personale straniero urlava per il panico tra di loro. Abbiamo preso da soli i giubbotti salvagente rompendo le vetrine nei corridoi. E siccome erano pochi ce li rubavamo tra noi". Questa è la testimonianza  di una crocerista di Aprilia, Antonietta Simboli, che ricorda quei tragici momenti. "Mentre eravamo a cena, stavamo mangiando il primo, sono volati piatti e bicchieri all'improvviso, poi è andata via la luce più volte. Poi siamo caduti l'uno addosso all'altro e la gente si calpestava,  camminava sopra altra gente con la nave che andava sottosopra. Ora sto cercando di contattare un'amica che era con me e non so più dove sia. Il suo telefono squilla a vuoto ma lei non risponde". Un problema, secondo la turista, è stato il fatto che "gran parte del personale non parlava italiano e non sapeva cosa fare e ne ovviamente ci dava indicazioni".

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"Il comandante non ha mai comunicato con i passeggeri, ho visto molte persone che si sono tuffate in mare per raggiungere la costa a nuoto" ha invece raccontato una ragazza di Latina. "Le scialuppe di salvataggio erano sovraccariche, sulla mia c'erano più di 130 persone e in alcuni casi non è stato possibile dare la precedenza ai bambini perchè la gente provava in tutti i modi a salire". La ragazza ha voluto ringraziare la popolazione dell'isola del Giglio che nella notte si e' precipitata al porticciolo con coperte e viveri e ha soccorso i passeggeri.

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