Finge gravidanza e compra una neonata: tre arrestati. La piccola salvata dalla Polizia

Gli uomini della Questura hanno eseguito le tre misure cautelari emesse dal Gip al termine di indagini che hanno fatto luce sulla vicenda: arrestata una 35enne, la madre naturale della bimba e l'intermediario. Il prezzo pattuito era di 20mila euro

Aveva pattuito un prezzo di 20mila euro per comprare una neonata che stava per nascere da una donna rumena. E per simulare la gravidanza aveva comprato online una pancia finta e l’aveva indossata per diversi mesi. Ma la bambina, nata a metà dello scorso mese di febbraio, era inaspettatamente mulatta e quindi, poco dopo essere stata consegnata, è stata restituita. I tre protagonisti di una storia agghiacciante avvenuta a Latina e scoperta dalla Squadra mobile sono finiti in manette questa notte. Si tratta di una donna italiana, residente a Borgo Podgora, Francesca Zorzo, di 35 anni, residente a Borgo Podgora, sposata con un uomo detenuto in carcere per traffico di stupefacenti e già madre di un bambino; Nicoleta Tanase, rumena di 25 anni, madre naturale della bambina; Joussef Berrazzuk, 48 anni, cittadino marocchino che aveva svolto la funzione di intermediario tra le due donne, tutti ai domiciliari.

Le indagini erano cominciate a metà marzo, dopo una segnalazione inviata in Procura da un funzionario dello stato civile del Comune di Latina, insospettito da una richiesta di una donna che voleva sapere come poter registrare all’anagrafe una neonata nata in casa e che poi non aveva più provveduto ad effettuare la registrazione. Quando gli investigatori della Squadra mobile hanno rintracciato la donna italiana nessuno aveva più notizie della bambina. Pochissimi gli elementi a disposizione sui quali indagare: l’unico fatto certo era che il parto fosse avvenuto all’ospedale di Nettuno. E da lì, grazie alla collaborazione dei medici, si è riusciti a risalire alla madre naturale.

L'OPERAZIONE DELLA SQUADRA MOBILE - IL VIDEO

La donna rumena si era infatti recata in ospedale a Nettuno per partorire, aveva  però lasciato lì la figlia e poi era tornata due giorni dopo per riconoscerla e riprenderla, accompagnata dal marocchino che diceva di esserne il padre. Una cosa che ha insospettito i medici dell’ospedale, che hanno convinto la donna a non far riconoscere la neonata all’uomo. La bambina, uscita dall’ospedale, è stata quindi consegnata alla donna italiana ma quest’ultima l’ha restituita tre giorni dopo perché non riusciva a spiegare ai conoscenti che la bimba fosse mulatta.

IL CAPO DELLA SQUADRA MOBILE IN CONFERENZA - IL VIDEO

Gli investigatori sono riusciti prima a rintracciare l’intermediario e poi, grazie alle informazioni fornite dall’ospedale di Nettuno, sono riusciti ad avere il nome della madre naturale e dopo diverse perquisizioni andate a vuoto l’hanno trovata in un quartiere popolare di Anzio in una situazione di assoluto degrado che ha fatto inizialmente temere il peggio. La bambina infatti non c’era e solo in un secondo momento la rumena è stata convinta a raccontare tutto e a fornire il nome del padre naturale al quale era stata affidata: un ragazzo africano richiedente asilo, originario del Mali, che l’aveva curata e l’aveva presa con sé nella casa di Tor Vergata in cui viveva con altri connazionali. La bambina, trovata circa 20 giorni dopo la sua nascita era in ottime condizioni di salute, è stata salvata dai poliziotti e affidata alle cure di una casa famiglia.

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