Cori, stop all’apertura di nuove cave: manifestazione ai piedi del Monte Maiurro

In campo insieme istituzioni e società civile; alla mobilitazione hanno preso parte l'amministrazione di Cori, il Circolo Legambiente "Cora Viridis", il comitato 'No Cava' e ad altri sindaci pontini. Presente anche la cosnigliera regionale del Pd Giancola

(foto di Sergio Izzo)

Stop all'apertura di nuove cave e innovazione nel settore delle attività estrattive: manifestazione questa mattina ai piedi del Monte Maiurro per dire "no" all'apertura di una nuova cava, alla "creazione di un altro enorme cratere sul suo dorso". In campo insieme istituzioni e società civile; alla mobilitazione hanno preso parte l'amministrazione di Cori, insieme ai volontari ambientalisti del Circolo Legambiente "Cora Viridis", al comitato 'No Cava' e ad altri sindaci pontini.

"Un fronte sempre più ampio che dai Comuni si estende alle associazioni fino ai cittadini di Cori e non solo - commentano dall'amministrazione -. Nel Lazio, tra le regioni più scavate d'Italia, dopo aver trasformato in una groviera il territorio a nord della capitale, la fascia dei Monti Lepini, Ausoni e Aurunci aveva finora retto abbastanza bene davanti ad un fenomeno che ora sembra volersi estendere senza misura anche in queste zone".

L'amministrazione di Cori, da 10 anni impegnata nella lotta per tutelare il paesaggio comunale, si è opposta all'autorizzazione concessa dagli uffici della Pisana, facendo ricorso al TAR e approvando una mozione in Consiglio comunale. "La crisi del settore edilizio non legittima alcun rilevante interesse socio economico a procedere alla cavazione e la presenza di altre cave nell'immediato intorno creerebbe i presupposti per un inarrestabile polo estrattivo. Allargando e unendo le forze in prima linea si punta non solo a bloccare l'inizio delle escavazioni programmate nel nord pontino ma anche a sollecitare la Politica della Regione Lazio a reimpossessarsi della materia, disciplinandola a dovere.

Nel Lazio - prosegue il Comune lepino -manca un'adeguata ed aggiornata pianificazione delle attività estrattive. L'intera normativa, quella nazionale vecchia di 90 anni e quella regionale incompleta, lasciano alla burocrazia regionale ampia libertà d'azione senza alcun controllo politico e in deroga alla potestà programmatoria di settore che spetta esclusivamente ai Comuni nell'ambito del P.R.A.E.

È necessario garantire regole di tutela certe ed efficaci, ma anche incentivi al riutilizzo dei rifiuti inerti e canoni in linea con gli altri Paesi. La collettività italiana ricava benefici ridicoli dall'estrazione a causa delle irrisorie tassazioni imposte ai cavatori. Tutto ciò emerge anche dagli ultimi rapporti di Legambiente che terrà altre simili manifestazioni nelle aree più sensibili della provincia di Latina".

Erano presenti oggi: il Sindaco di Cori Tommaso Conti e i suoi assessori Chiara Cochi, Ennio Afilani, Fausto Nuglio e Luca Zampi; i sindaci di Sezze e Norma, Andrea Campoli e Sergio Mancini; la Consigliera regionale Rosa Giancola; il Presidente Legambiente Lazio Roberto Scacchi, con i rappresentanti del Circolo locale Legambiente 'Cora Viridis' e di altri circoli pontini del Cigno Verde.

CONSIGLIERA DEL PD GIANCOLA - “Ho ritenuto importante partecipare a questo incontro, accanto al sindaco di Cori Tommaso Conti, ai sindaci di Sezze e Norma e ai cittadini che si sono riuniti oggi vicino al Monte Maiurro, nella zona dove dovrebbe essere realizzata la nuova cava. Sono accanto a loro con un obiettivo: ribadire la forza di un territorio che si coalizza e che chiede l’istituzione del Parco dei Monti Lepini, come forma di riconoscimento e tutela ambientale di un’area unica nel suo genere” ha dichiarato la consigliera regionale del Pd Rosa Giancola, firmataria della proposta di legge regionale per l’istituzione del Parco dei Monti Lepini.  
“Se in altri tempi le cave hanno rappresentato le ragioni socio economiche di questi territori – prosegue la consigliera – oggi l’area dei Lepini ha, di fatto, rovesciato questo modello scegliendo di puntare su altro per costruire il proprio futuro. Per sensibilità personale sono poi convinta che le questioni ambientali, e non da ultimo le variazioni climatiche, sono ormai al centro di un allarme che deve indurre la politica a ripensare lo sviluppo economico rinunciando a modelli che finiscono per depredare un territorio”. 

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