Domenica, 21 Luglio 2024
Cronaca

Omicidio Bergamini, condanna definitiva per il genero Antonino Zappalà

L'uomo è stato riconosciuto colpevole in due gradi di giudizio per l'uccisione della suocera invalida: deve scontare 21 anni e sette mesi di carcere

E' ormai definitiva la condanna a 21 anni e sette mesi di carcere per Antonino Zappalà, riconosciuto responsabile dell'omicidio della suocera Nadia Bergamini nei due gradi di giudizio. La difesa del 46enne non ha infatti impugnato il verdetto con il quale a gennaio scorso la Corte di assise di appello di Roma aveva confermato la decisione della Corte di assise di Latina ritenendolo colpevole di omicidio volontario, lesioni nei confronti del padre che all'apoca dei fatti viveva con lui e la vittima e ancora di resistenza a pubblico ufficiale. 

Nadia Bergamini, 70 anni, invalida e con problemi di deambulazione tanto che viveva su una sedia a rotelle, a gennaio 2020 era stata trovata a terra agonizzante e priva di sensi dalla figlia Stefania, compagna di Zappalà, in un appartamento di via Casorati nei pressi del centro commerciale Morbella dove viveva con la madre e l'omicida. La donna era stata trasportata all'ospedale Goretti ma era morta poco dopo a causa di un vasto ematoma cerebrale. Le indagini avevano portato ad accertare che Zappalà l'aveva  colpita più volte con schiaffi e pugni fino a farla cadere a terra dalla sedia a rotelle, poi era  tornato nella sua stanza senza soccorrerla. Secondo la Corte di assise di Latina il comportamento dell'uomo “dimostra – si legge nelle motivazioni – la sua volontà di condurre la Bergamini alla morte non attivando quell’immediato soccorso che avrebbe potuto almeno fino a quel momento far sperare di salvarle la vita”.

Ai due figli della donna, che si sono costituiti parte civile con gli avvocati Antonio Orlacchio e Leonardo Palombi, è stata riconosciuta una provvisionale di 50mila euro ciascuna mentre l'ammontare del risarcimento complessivo del danno sarà quantificato in sede civile. Zappalà è detenuto presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere e lì sconterà la sua condanna ormai definitiva.

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