Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

Omicidio Buonamano, processo d’appello: chiesti 30 anni per Romolo Di Silvio

Il procuratore generale di Roma è convinto che anche lo zio di Costantino Patatone Di Silvio, già condannato a 20 anni di reclusione, sia responsabile dell'uccisione di "Bistecca" avvenuta nel gennaio 2010

Chiesti in appello 30 anni di reclusione, la stessa pena già inflitta a Giuseppe Di Silvio, detto Romolo, dalla Corte d’assise di Latina per l’omicidio di Fabio Buonamano.

Questa la richiesta del procuratore generale di Roma, Francesco Antonio Larosa, secondo il quale non ci sono dubbi: anche Romolo Di Silvio è responsabile della morte di “Bistecca”, ucciso in via Monte Lupone a Latina il 26 gennaio 2010, e per questo merita la conferma in appello della condanna a 30 anni di reclusione.

Ora si dovrà attendere metà mese per conoscere la decisione della III Corte d'assise d'appello di Roma, davanti alla quale oggi Di Silvio si è presentato per il giudizio di secondo grado.

Fabio Buonamano fu ucciso a Latina il 26 gennaio 2010 con tre colpi di pistola sparati da distanza ravvicinata alla testa, al collo e al torace. L'autopsia stabilì che il decesso fu immediato, che subito dopo un'autovettura era passata sopra il corpo del giovane, non escludendo anche una colluttazione prima degli spari.

Per questo fatto è già stato condannato in via definitiva a 20 anni di reclusione (dopo il rito abbreviato), Costantino Di Silvio, il nipote di Romolo che fin dall'inizio ha cercato di scagionare lo zio, sostenendo di avere fatto tutto da solo, nel corso di un litigio – poi degenerato - per la restituzione di circa cinquemila euro; e che era stato lo stesso Buonamano a tirare fuori una pistola facendo partire un colpo che lo aveva ferito alla mano.

Per l'accusa, invece, l'omicidio maturò nell'ambito del controllo degli affari criminali nel capoluogo pontino.

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