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Domenica, 26 Maggio 2024
Cronaca Cisterna di Latina

Processo bis per l'omicidio di Desirée Mariottini, l'accusa: "Confermate quelle condanne"

In Corte di assise d'appello il Procuratore generale di Roma ha chiesto un ergastolo con isolamento diurno per un anno e 24 e 27 anni di reclusione

Il Procuratore generale di Roma ha chiesto la conferma delle condanne già decretate dall'altra sezione della Corte di Appello per i responsabili della morte di Desirée Mariottini, la 16enne violentata ed uccisa in uno stabile abbandonato nel quartiere di San Lorenzo a Roma il 19 ottobre 2018.

Nell'udienza odierna del processo bis l'accusa ha quindi  richiesto la pena dell`ergastolo, con isolamento diurno per un anno, nei confronti di Mamadou Gara, e la condanna a 24 e 27 anni per Brian Minthe e Alinno Chima, chiamati a rispondere a vario titolo di omicidio, violenza sessuale e spaccio di sostanze stupefacenti. Era stata la Corte di Cassazione a ottobre scorso a decidere per un nuovo processo con la richiesta di rivalutazione di una serie di fatti. Pur confermando il giudizio di responsabilità nei confronti degli imputati Salia Yusif, Alinno Chima e Minteh Brian per l’omicidio su tale ipotesi di reato, per Mamadou Gara, la sentenza è stata annullata con rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte di assise di appello di Roma. La Suprema Corte ha invece confermato le accuse nei confronti di Salia Yusif e Mamadou Gara per la violenza sessuale commessa in danno di Desiree ed ha annullato, in questo caso però senza rinvio, il giudizio per Salia per il fatto che "tale reato sarebbe stato assorbito in quello di omicidio. Per il quarto imputato,  Yousef Salia, è invece già definitiva la condanna all'ergastolo.  

Dopo il rappresentante dell'accusa hanno preso la parola i legali delle parti civili costituite per i familiari della vittima: Maria Belli che assiste Barbara Mariottini, madre di Desirée; Claudia Sorrenti che rappresenta la zia della vittima e Maria Teresa Ciotti per i nonni materni che si sono associati alla richiesta dell’accusa nella conferma della sentenza di secondo grado. Si torna in aula il 29 maggio prossimo quando sono previste le arringhe dei difensori degli imputati. 

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