“Un’indagine tempestiva ma complessa”: tre uomini fermati per l’omicidio al Felix

Tempestività e sinergia le due parole chiave di un'indagine che in circa 12 ore ha permesso di identificare e rintracciare i presunti responsabile dell'efferato delitto di sabato notte nel locale di via Don Torello

Tre uomini sono stati fermati per l’omicidio all’interno della discoteca Felix di Latina di sabato notte. Un’indagine lampo quella della Squadra Mobile, coordinata dal sostituto procuratore Luigia Spinelli, che in pochissimo tempo ha permesso di fare luce sull’assassinio del 35enne di origini romene Marius Airinei, accoltellato all’interno del locale alle porte del capoluogo pontino nella notte tra sabato 24 e domenica 25 settembre, e di arrivare ai tre presunti responsabili. 

Una zuffa, quando forse il gomito era stato alzato un po' troppo, innescata da un complimento alla ragazza sbagliata, scaturita da qualche parola di troppo e poi sfociata nella tragedia quando ormai sono quasi le 3 e nel locale di via Don Torello è in corso la festa per l’elezione di Miss Romania a Latina. 

Un importante risultato, dunque, frutto della tempestività, negli interventi e nelle indagini da parte della polizia, e di una profonda sinergia tra gli uffici della Questura e tra questa e la Procura. 

“In 12 ore siamo riusciti a dare un volto e un nome ai responsabili - ha spiegato il capo della Squadra Mobile di Latina Antonio Galante nel corso di una conferenza stampa -, ma questo non deve far pensare in nessun modo che si sia trattato di un’indagine facile, anzi è stata complicatissima; 12 ore che sono il frutto di un’attività frenetica nel corso della quale abbiamo scandagliato le ultime ore della serata attraverso anche le parole di una ventina di persone”. 

“L’assenza di videosorveglianza all’interno del locale ci ha fatto già partire in affanno” ha spiegato ancora Galante; un’assenza che è stata compensata dalla tempestività e dalla celerità dell’intervento della polizia e dalla possibilità, anche, di fermare, fisicamente, una parte delle persone presenti all’interno del locale.

LE INDAGINI - Fondamentali ai fini delle indagini, infatti, si sono rivelate le testimonianze e soprattutto le immagini scattate da alcuni fotografi della serata, così come anche l’aiuto arrivato dai social network; due quindi i punti di partenza: le persone presenti nel locale e i volti dei partecipanti alla serata. Frenetiche le prime ore dell’attività degli investigatori che in poco tempo sono riusciti a dare un nome ai volti dei sospettati, e ad individuare dove potessero trovarsi. Nel primo pomeriggio di domenica il caso era praticamente risolto. 

I TRE FERMATI - Tre le persone sottoposte a fermo, tutte connazionali della vittima. Si tratta di Gheorghe Tirim di 26 anni, Sebastian Bozdog, di 33 anni e Florin Condurache di 22 anni. I primi due sono stati entrambi raggiunti a Sezze, Tirim in un’altra residenza diversa dalla sua, e Bozdog in casa della compagna mentre probabilmente stava preparando una fuga; il terzo è stato trovato a Lanuvio, in provincia di Roma

Tirim è considerato l’esecutore materiale del delitto, mentre il coinvolgimento degli altri due è dato anche, secondo la ricostruzione, dai calci e pugni inferti da questi alla vittima nel corso dell'aggressione. Per tutti l’accusa è di omicidio in concorso aggravato dai futili motivi, mentre Tirim deve rispondere anche di possesso e porto in luogo pubblico di arma. 

LE PAROLE DEL CAPO DELLA MOBILE GALANTE

I FATTI - Secondo la ricostruzione degli investigatori, ad innescare un primo attrito tra la vittima e il 26enne sarebbero stati un avance o uno sguardo da parte del 35enne nei confronti di una ragazza. Poi tra i due qualche parola di troppo che ha portato ad una prima discussione con una sorta di chiarimento avvenuto all’esterno del locale. Ma qualche minuto dopo una nuova zuffa all’interno della discoteca finita nel sangue con il 35enne Marius Airinei raggiunto, in un’area del locale tra la pista e le scale, da una coltellata che, secondo i primi accertamenti, gli avrebbe reciso l’arteria femorale. Appena accasciatosi al suolo, il 35enne è stato soccorso dai presenti che hanno tamponato la ferita e tentato di portarlo all’aria aperta (così spiegato il motivo per cui il corpo della vittima è stato trovato in un posto diverso, vicino all’ingresso, rispetto a quello dove è stato commesso il fatto), mentre i responsabili si sono dati alla fuga. 

L’ARMA DEL DELITTO - L’arma del delitto, il coltello ancora sporco di sangue, è stata ritrovata già nel pomeriggio di ieri a Sezze, in un giardino vicino all’ospedale dove era stata buttata. 

TEMPESTIVITA’ E SINERGIA - Tempestività e sinergia sono dunque le due parole chiave di questa indagine lampo della polizia, come ha tenuto a precisare al termine della conferenza stampa il capo della Squadra Mobile Galante: “Se non ci fosse stata, come c’è in questo territorio, non solo tra gli uffici, ma anche tra la Questura e la Procura, tutto poteva diventare più difficile, più complesso e più lungo”. 

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