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La dottoressa Irene Ricci, Psicologa forense-psicoterapeuta

La dottoressa Irene Ricci, Psicologa forense-psicoterapeuta

Omicidio a Formia, alta l’attenzione della Procura di Cassino: “Episodio agghiacciante”

Parla la dottoressa Irene Ricci, consulente della Procura di Cassino: "La pandemia, con tutto lo stravolgimento della vita sociale che ha comportato, fa solo da cornice a queste tragedie che sono il risultato di una serie di concause"

L'aggressione mortale a Formia , in cuio ha perso la vita il 17enne Romeo Bondanese, è l'ennesimo episodio di violenza avvenuto nel sud Pontino. Per questo motivo da oltre due anni il procuratore capo di Cassino, Luciano d'Emmanuele unitamente alle forze di polizia della cittadina marittima, ha dato vita ad una sorta di task force finalizzata al contrasto dei fenomeni delinquenziali e di spessore cruento.

Nei giorni scorsi la stessa Procura ed i carabinieri di Formia hanno messo a segno una brillante operazione antidroga che ha smantellato un'organizzazione criminale dedita allo spaccio anche tra i minorenni e composta da esponenti della malavita campana residenti però nel litorale laziale. Estorsioni e minacce anche di morte nei confronti di chi non era in grado di fronteggiare il debito contratto.

La Procura di Cassino ha anche stretto le maglie della rete che si occupa della violenza di genere e Formia, in questi ultimi anni, ha pagato lo scosso più grande: tre gli omicidi cruenti avvenuti in pieno centro. Quello dell'avvocato Mario Piccoli, assassinato con un colpo di pistola alla testa e quello feroce e spietato di due coniugi, marito e moglie uccisi da un parente.

E sull'aggressione mortale di ieri sera in via Vitruvio è intervenuta anche la dottoressa Irene Ricci, consulente della procura di Cassino. "Ancora pochi sono gli elementi per poter delineare la cornice in cui sono maturati gli agghiaccianti eventi di Formia. La dinamica sembrerebbe avere le caratteristiche di un agguato in piena regola, che fa inorridire pensando all'età dei protagonisti e alla modalità dell'aggressione: sorprendere la vittima mentre se ne sta su una panchina in compagnia, indifesa e non certo in allerta né in attesa del suo assassino, rimanda alle dinamiche proprie di una giungla, dove prede e predatori si muovono sullo stesso terreno sfiorandosi ogni giorno.

La pandemia, con tutto lo stravolgimento della vita sociale che essa ha comportato, fa solo da cornice a siffatte tragedie: esse, a mio avviso, sono il risultato di una serie di concause. L'adolescente è da troppo tempo autorizzato a restate relegato nel suo mondo virtuale, tagliato fuori dalla società reale, e ad interfacciarsi solo con avatar, che altro non sono che proiezioni della sua psiche, che si aggira in solitudine, senza confronto e senza più possibilità di modellare i suoi impulsi. Viene meno in rapporto continuativo con una società che abbia funzione regolatrice. Ed i genitori più che mai abdicano al loro ruolo protettivo e direttivo, rifugiati dietro l'alibi della condanna di scuola ed istituzioni: entità astratte che non possono sopperire all'educazione familiare. Se poi lo sfondo è quello del mondo della droga, saltano gli schemi di diritto alla vita, poiché ciò che muove tutto è la ricerca del denaro e della morte".

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