menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Omicidio a Formia, vertice in Prefettura. Videosorveglianza "strategica" in città

L’obiettivo è aumentare la vigilanza in zone più sensibili come quelle della movida, ma non solo. Il prefetto Falco: “Quello che emerge è un disagio generazionale”

E’ stato al centro di un vertice convocato per il pomeriggio di ieri in Prefettura l’omicidio di Romeo Bondanese, il ragazzo di 17 anni di Formia ucciso al culmine di una lite nella serata di martedì 16 febbraio in pieno centro città, in via Vitruvio.

Immediata la risposta delle istituzioni a quello che non è solo un fatto di cronaca ma un episodio che mette in luce, come ha detto il prefetto di Latina Maurizio Falco, “un disagio generazionale”, facendo riferimento anche alla vicenda di Aprilia dei giorni scorsi dove un giovane è stato colpito con un colpo al viso da un gruppo di minorenni per simulare l’ormai tristemente famoso “knockout game”. "Quanto accaduto a Formia è un fatto talmente grave da richiedere una riflessione collettiva”, ma quello che emerge “è una carenza di dialogo generazionale: i ragazzi devono recuperare un rapporto di fiducia anche con le istituzioni, che non deve essere solo di tipo repressivo” ha detto il prefetto aprendo la conferenza che ha fatto seguito al vertice e a cui hanno partecipato anche il commissario prefettizio di Formia, Silvana Tizzano, il presidente della Provincia, Carlo Medici, e le forze dell’ordine.

“Metteremo in campo misure anche tecnologica a Formia, con una videosorveglianza strategica nei luoghi della movida. Dobbiamo reagire in maniera intelligente e non emotiva, anche se notizie come queste non possono non sconvolgere - ha aggiounto il prefetto -. Saremo impegnati in alcune zone in particolare in quelle di Formia e Gaeta considerate più a rischio. Vogliamo mettere in campo un pacchetto di misure tra l’operativo e l’istituzionale e poi l’obiettivo è cercare di contenere il disagio sociale dei giovani anche con un offerta di inclusione”

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il commissario prefettizio di Formia Silvana Tizzano alla guida dell’Ente da poche settimane dopo la caduta dell’Amministrazione Villa. “Un brutto battesimo per me – ha commentato Tizzano che ha rinnovato il suo cordoglio alla famiglia di Romeo Bondanese –. Quanto accaduto accelera una serie di misure che avevamo già pensato per intensificare il controllo del territorio che è già garantito dalle forze dell’ordine e dalla polizia locale in maniera eccezionale”. Pensando proprio ai più giovani il commissario ha sottolineato le difficoltà del periodo legate alla pandemia rispetto a tutta una serie di iniziative, non repressive ma di confronto, che potevano essere messe in campo. “La pandemia non ci consente di creare incontri e momenti di dialogo e confronto con le generazioni più giovani, ma cercheremo comunque occasioni per essere quanto più vicini ai ragazzi anche in questo momento".

Sul tema della videosorveglianza il commissario Tizzano ha spiegato che si è a buon punto per un primo lotto di impianti per i quali si potrà partire a strettissimo giro, mentre una seconda parte è bloccata da alcune procedure ma “mi impegnerò per accelerare la situazione affinché le zone più delicate possano essere vigilate non solo da parte delle forze dell’ordine ma anche con impianti tecnologici che possono permettere di essere più tempestivi”.

Anche il questore Michele Spina ha sottolineato l’importanza delle telecamere: “Per quanto si possa garantire una presenza mirata delle forze di polizia nelle piazze o nei luoghi strategici come quelli della movida, la videosorveglianza è un grande ed eccezionale aiuto quando accadono cose così gravi”. “Quello che è accaduto a Formia - ha aggiunto il questore di Latina - è un episodio che ci addolora; come padre partecipo al dolore della famiglia di questo giovane e poi come poliziotto perché la morte di un ragazzo in queste circostanze è una sconfitta per noi. Oggi abbiamo preso l’impegno con le altre forze di polizia di continuare a garantire forte presenza in queste piazze”.

Ma non bastano i controlli e la repressione. L’invito che è stato fatto sia dal questore Spina che dal prefetto Falco è rivolto anche ai genitori: “Importante è anche la vigilanza da parte delle famiglie. Non si può pensare che il controllo dei ragazzi si esaurisca in un atto di prevenzione o di repressione da parte delle forze di polizia” ha detto il questore di Latina. “Invito i genitori a discutere con i loro ragazzi - ha sottolineato poi il prefetto Falco sottolineando l’importanza del dialogo -. In questo momento di pandemia i ragazzi si sono caricati di un’energia pronta ad esplodere dopo che hanno perso lo sfogo dello sport, delle attività sociali, con una scuola a intermittenza. Per questo chiedo anche la collaborazione dei gestori dei pub e dei locali che si trovano nei luoghi della movida. L’obiettivo è sempre quello di avere la possibilità di intervenire prima”.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

LatinaToday è in caricamento