Agguato di camorra in spiaggia a Terracina, le reazioni delle istituzioni

Sconvolto il sindaco Procaccini: "Mai successa una cosa del genere. Non penso si tratti di un delitto legato al nostro territorio". Di Giovan Paolo (Pd): "Una sezione della Dia a Latina"

L'eclatante omicidio di camorra avvenuto ieri pomeriggio sul lungomare di Terracina non poteva non scatenare una ridda di reazioni. L'uccisione del boss sciossinista Gaetano Marino, avvenuta in pieno giorno sul litorale pontino affollato da centinaia di persone, ha creato forte sdegno e sollevato nuovamente il dibattito sul contrasto alla presenza della criminalità organizzata nel territorio pontino.

PROCACCINI, SINDACO DI TERRACINA. Incredulo il primo cittadino di Terracina: “Una cosa del genere non era mai accaduta, sono sconvolto” ha detto a caldo Nicola Proccacini. “Ho chiamato il Prefetto per aggiornarlo su quanto stava accadendo – ha aggiunto - e il Questore di Latina il quale mi ha assicurato che potenzierà i controlli sulla città. Non penso che questo delitto possa essere ricondotto ad affari che la camorra ha sul territorio anzi lo escludo categoricamente. Si tratta di una faida tra famiglie”. Il sindaco è stato tra i primi ad accorrere sul posto per cercare di capire cosa fosse successo: “Quando sono salito per arrivare sulla strada ho visto scene di panico di persone che stavano scappando da tutte le parti”.

TURRI (LIBERA). Poco sorpreso dall'ennesimo fatto di cronaca riconducibile all'attività dei clan nel territorio laziale è Antonio Turri, presidente dell'associazione “I cittadini contro le mafie e la corruzione” e referente regionale di Libera: “Perché stupirsi di questa ennesima esecuzione mafiosa in una città del Lazio? Da trent’anni le mafie hanno stabilito i loro avamposti operativi nel basso Lazio e a Roma”. Turri ricorda, ad esempio, il recente omicidio di mafia avvenuto in pieno giorno a Nettuno.

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“Questo omicidio di Gaetano Marino, il boss dei boss degli scissionisti napoletani - avverte il rappresentante dell'associazione Libera - è il probabile avvio di una nuova sanguinosa guerra di mafia che ha come obiettivo per i boss quello di controllare i mercati dell’illecito: droga,prostituzione,usura e del riciclaggio del denaro sporco. I boss campani, calabresi e siciliani soggiornano stabilmente sulle spiagge dorate del Circeo e lungo il litorale romano,acquistano ville lussuose e dimorano negli alberghi più esclusivi di Ponza e Ventotene e quando non tentano di comprarsi tutto quello che c’è da comprare continuano a gestire i loro affari. Se invadono territori e ambiti criminali altrui, muoiono ammazzati. Credo - conclude Turri - che anche grazie ai tagli operati a Dia e ai reparti operativi delle Forze di Polizia sul territorio, dal governo tecinco “Monti-Napolitano”si favorirà la probabile mattanza a cui potremmo assistere nei prossimi mesi".

DI GIOVAN PAOLO, SENATORE PD. "Dopo l'omicidio odierno a Terracina, serve aumentare l'attenzione. Si' a una sezione della Dia a Latina". Lo chiede il senatore del Pd Roberto Di Giovan Paolo, dirigente del Pd nel Lazio. "Dobbiamo dare supporto concreto a quei tanti cittadini, a quelle associazioni, come Libera, che lottano contro la malavita - continua Di Giovan Paolo - serve un segnale chiaro".

ZARATTI, CONSIGLIERE REGIONALE SEL. ''L'agguato di stampo mafioso del boss camorrista Gaetano Marino è un fatto di estrema gravita'. A meno di un mese dall'omicidio di Nettuno di Modestino Pellino, organico al clan Moccia dobbiamo registrare nei nostri territori un nuovo agguato delle organizzazioni criminali. Il Lazio meridionale è da decenni terra di conquista della camorra''. Lo dichiara Filiberto Zaratti, Presidente della commissione sicurezza e lotta alla criminalita' della Regione Lazio. ''Il clan dei Casalesi, - aggiunge Zaratti - quello dei Mallardo e dei Moccia da tempo operano nel traffico di droga, nel racket e nel riciclaggio inquinando il tessuto economico, come confermano le numerose inchieste della magistratura antimafia di Napoli e di Roma. Nel basso Lazio poi c'è poi una costante serie di attentati a imprenditori e commercianti. Di fronte a questa grave situazione e' necessaria una reazione corale di tutte le istituzioni, delle forze politiche, del mondo dell'impresa e della societa' civile'

 

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