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Carcere di Latina

Carcere di Latina

Omicidio Canò, interrogato il figlio: “Sono pentito. Non volevo ucciderlo”

Ascoltato il 18enne accusato di aver colpito a morte il padre con un bastone: "Non pensavo di averlo ucciso. Mi sono difeso" ha detto in lacrime. "Quando sono andato via credevo fosse vivo"

Si è svolto questa mattina presso il carcere di Latina l’interrogatorio di Cristian Canò, il giovane di 18 anni arrestato nella notte del 22 dicembre perché accusato di aver ucciso il padre a bastonate. “Sono pentito – ha detto – non volevo uccidere mio padre”.

Il ragazzo, alla presenza del suo legale, l’avvocato Angelo Palmieri, questa mattina ha risposto alle domande del giudice e, tra le lacrime, ha ripercorso quanto accaduto nel pomeriggio del 21 dicembre scorso al Lido di Latina.

Come riferito dall’avvocato Palmieri, il giovane ha parlato della tragedia della sua famiglia di cui è vittima da tempo, dei rapporti burrascosi tra i suoi genitori e degli episodi di violenza del padre nei confronti della madre, per poi arrivare a ricostruire la dinamica dell’omicidio.

Ha detto di aver incontrato il padre in occasione delle festività natalizie e di avergli chiesto chiaramente di non parlare della madre. Ma durante l’incontro l’uomo, Gennaro Canò, avrebbe  iniziato ad inveire contro la donna, e in seguito alle richieste del ragazzo di smetterla, fra i due sarebbe nata una discussione.

Il padre avrebbe poi sferrato un pugno all'indirizzo del figlio, ferendolo al sopracciglio con un grosso anello che aveva al dito. Come riferito dal ragazzo, da quel momento la situazione sarebbe poi degenerata: l’uomo avrebbe continuato a colpirlo fino a quando lui non ha preso il bastone trovato sulla spiaggia con cui lo ha colpito alla testa.

A quel punto il giovane è scappato, nella convinzione che il padre  fosse ancora vivo e in grado di andare via da solo. “Cristian è venuto a conoscenza della morte del padre solo in serata, quando era già in Questura con la madre” ha spiegato il legale del 18enne.

“Il ragazzo è pentito per quanto accaduto, distrutto dal dolore – spiega l’avvocato Palmieri -. Voleva bene al padre ed ha più volte ripetuto di non aver mai voluto ucciderlo”.

Al termine dell’interrogatorio il difensore di Cristian Canò ha chiesto per il ragazzo la misura degli arresti domiciliari.

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