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Mercoledì, 17 Agosto 2022
Cronaca

Gloria Pompili, in aula il racconto dei maltrattamenti e della morte

Nuova udienza del processo per l'omicidio della giovane, uccisa dalla zia e dal compagno di lei. Parlano medico e investigatori

Un orrore infinito raccontato in aula da alcuni testimoni chiave che hanno ricostruito non soltanto l’ultimo giorno di vita della giovane Gloria Pompili ma anche le settimane, i mesi e gli anni precedenti la sua morte. Questa mattina nell’aula della Corte di Assise di Latina c'è stata la seconda udienza del processo a carico di Loide Del Prete, del suo compagno Saad Mohamed Elesh Salem, 24 anni, egiziano, e di Hady Saada Mohamed Mohamed, 30 anni, compagno della vittima, chiamati a rispondere i primi due dell’omicidio della 23enne con l'aggravante di aver agito in presenza dei figli minori della vittima e con particolare crudeltà e tutti e tre di maltrattamenti in famiglia sia sulla ragazza che sui due figli di 3 e 5 anni. 

Dopo il medico legale che ha confermato la causa della morte per le lesioni acute sulla milza, il maresciallo dei carabinieri del nucleo investigativo che ha coordinato le indagini ha raccontato, incalzato dalle domande del procuratore aggiunto Carlo Lasperanza, la vita da prostituta che la Del Prete e il compagno di lei imponevano alla ragazza, di come ogni mattina partendo dalla casa dove vivevano tutti insieme a Frosinone la accompagnassero nella zona dell’asse attrezzato ciociaro oppure nella zona del Padiglione a Nettuno, di come la lasciassero lì per andare ad occuparsi dei loro negozi di frutta e verdura a Nettuno e Aprilia per poi passarla a riprendere la sera. Erano loro a farsi consegnare i soldi guadagnati da Gloria, erano loro che la picchiavano come testimoniano una serie di referti del pronto soccorso dove la 23enne era stata medicata, una violenza che a volte era rivolta anche ai due bambini, anch’essi finiti in ospedale.

Un inferno al quale neppure alcune segnalazioni alla Questura di Frosinone e alcuni referti medici erano riusciti a mettere fine e che si è concluso la sera del 23 agosto del 23 agosto 2017 quando l’eccesso di violenza e l’uso di un bastone – davanti ai due bambini – ha ucciso Gloria Pompili. Un’indagine veloce nella quale i tracciati del telefono della Del Prete e del compagno, quello utilizzato per chiamare i soccorsi, sono stati determinanti. Così come è stato determinante il racconto fatto dal più grande dei due figli ad una educatrice sulla morte della madre per mano dei due, racconto rievocato oggi in aula. Il processo è stato aggiornato al 7 gennaio prossimo.

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