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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
Cronaca

Omicidio Muratovic, arrestato un terzo giovane: “Leonardo da solo e disarmato aggredito dal gruppo”

Ulteriori passo in avanti delle indagini sulla morte del giovane di Aprilia ucciso ad Anzio. In carcere un 27enne di origini tunisine, dopo i due fratelli fermati a luglio. Il pugile colpito con due coltelli: resta da capile chi lo ha colpito mortalmente

Un terzo giovane è finito in carcere nell’ambito delle indagini condotte dalla polizia sull’omicidio di Leonardo Muartovic, il 25enne pugile di Aprilia ucciso a coltellate nel cuore della movida ad Anzio, sulla Riviera Mallozzi, nella notte tra il 16 e il 17 luglio. La Squadra Mobile di Roma e il locale Commissariato hanno infatti dato esecuzione ad un provvedimento cautelare in carcere emesso dal gip del Tribunale di Velletri su richiesta della locale Procura, nei confronti di O.H.A., 27enne di origini tunisine ma nato, cresciuto e residente ad Aprilia, gravato da pregiudizi di polizia per lesioni personali e violazione della legge sugli stupefacenti.

Terzo arresto per l’omicidio di Leonardo Muratovic 

E’ il suo il nome che si aggiunge a quello dei Adam e Ahmed Ed Drissi già in carcere perché considerati responsabili dell’aggressione che poi ha portato alla morte di Leonardo Muratovic. Il 27enne è accusato di aver preso parte all’accoltellamento costato la vita al giovane di Aprilia insieme ai due fratelli di 21 e 26 anni di origini magrebine che qualche giorno dopo l’omicidio si erano presentati spontaneamente presso la stazione dei carabinieri di Gianicolense e già sottoposti prima a provvedimento di fermo di indiziato di delitto da parte della Procura di Velletri, convalidato dal gip di Roma, e poi a misura cautelare in carcere da parte del gip di Velletri, per competenza territoriale.

Nuova ordinanza per i due fratelli 

La stessa ordinanza che ha raggiunto il 27enne tunisino, è stata notificata in carcere anche ai due fratelli destinatari, quindi, di un secondo provvedimento “meglio circostanziato e qualificato nonché rafforzato dall’aggravante dei motivi abbietti e futili” spiegano in una nota dalla Questura di Roma. Secondo una ricostruzione degli investigatori, infatti, Leonardo Muratovic si era presentato presso il principale locale frequentato dal gruppo dei due fratelli dal quale gli era stato intimato di allontanarsi, motivo che ha scatenato poi la lite all’esterno dell'attività sul litorale. 

"Leonardo da solo aggredito dal gruppo"

Nel corso delle indagini condotte dalla polizia, sono venuti alla luce “aspetti chiarificatori delle motivazioni” che erano alla base di quanto avvenuto e “della dinamica dei fatti, quest’ultima ancora suscettibile di approfondimenti, investigati in un clima di manifesta reticenza e omertà di tutti i soggetti a vario titolo coinvolti o testimoni dell’evento”. Quello che emerge dalle attività degli investigatori è comunque un impianto accusatorio che vede “diversi soggetti presenti al momento dell’aggressione del gruppo”, composto quindi da altre persone; un’aggressione, proseguono dalla Questura di Roma, “non nei confronti di una opposta fazione ma verso un unico individuo, disarmato e non legato ad ambienti criminali, al contrario degli oppositori rivelatisi un pericoloso sodalizio presente sul territorio di Anzio”. I tre giovani finiti in carcere sono dunque “gravemente indiziati di aver aggredito con pugni e schiaffi Muratovic, per poi colpirlo con armi da taglio al petto ed al fianco, cagionandone la morte”.

Leonardo Muratovic colpito con due diversi coltelli 

Resta ora da chiarire chi materialmente ha colpito a morte Leonardo Muratovic. Ahmed Ed Drissi nei giorni successivi all’omicidio ha confessato di aver sferrato lui la coltellata al petto che ha provocato il decesso del 25enne di Aprilia, mentre il fratello e il 27enne “sono stati sempre presenti e partecipi sin dall’inizio delle prime minacce proferite alla vittima (evidentemente figlie di pregressi attriti), tanto che il trio viene ripreso pure successivamente da una telecamera del Comune di Anzio presente in zona, mentre fuggono insieme”. Fondamentali sono risultate alcune testimonianze, seppur reticenti e contraddittorie, ma univoche nell’indicare, spiegano ancora dalla Questura, “la partecipazione dei tre alle fasi antecedenti, concomitanti e soprattutto successive all’aggressione: nessuno ha però indicato o visto l’autore o gli autori delle due coltellate, presumibilmente, anche secondo i riscontri autoptici, inferte da due coltelli diversi e di conseguenza da due persone differenti”.

Il Gip del Tribunale di Velletri ha, quindi, sposato le tesi accusatorie proposte dalla Procura, su congiunte indagini della Squadra Mobile e del Commissariato, che inquadrano il comportamento tenuto dagli arrestati come “assolutamente inequivoco nell’aver fornito un contributo materiale e morale nell’omicidio di Leonardo Muratovic”.
 

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