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GIUDIZIARIA

Omicidio Moro, dopo 12 anni inizia il processo a quattro esponenti del clan Ciarelli-Di Silvio

L’uomo fu ucciso nell’ambito della guerra criminale per il controllo del territorio. In aula battaglia sui verbali dei pentiti

E’ approdato davanti alla Corte d’assise di Latina presieduta da Gianluca Soana il processo per l’omicidio di Massimiliano Moro, ucciso il 25 gennaio 2010 a colpi di pistola nel suo appartamento in Q4. Sul banco degli imputati ci sono Simone Grenga, Ferdinando Ciarelli detto Macù e Antoniogiorgio Ciarelli in attesa che la Corte, nella prossima udienza, decida sulla riunione della posizione di Ferdinando Pupetto Di Silvio, che è stato rinviato a giudizio a gennaio con la stessa accusa. I pubblici ministeri della Dda Corrado Fasanelli e Luigia Spinelli contestano ai quattro l’omicidio commesso con metodo mafioso: secondo la ricostruzione degli investigatori e grazie alle dichiarazioni dei pentiti – in particolare Andrea Pradissitto - Grenga sarebbe stato l’esecutore materiale mentre gli altri avrebbero fornito supporto. Il tutto nell’ambito della guerra criminale tra due gruppi – il primo nato dall’alleanza tra le famiglie rom  Ciarelli e i Di Silvio, il secondo del quale faceva parte Moro – che si contendevano il controllo del territorio di Latina per alcune attività criminali. L'omicidio è stato commesso, secondo gli inquirenti, con l’aggravante del metodo mafioso:

I legali della difesa, gli avvocati Leonardo Casciele, Marco Nardecchia e Alessandro Farau, hanno sollevato sin dall’inizio una serie di eccezioni circa l’incompletezza del materiale processuale dal quale mancano i verbali delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia e hanno anche rilevato che ci sarebbero agli atti alcuni verbali completamente pieni di omissis, soprattutto per quanto riguarda Agostino Riccardo.

La Corte alla fine ha evidenziato la necessità di acquisire il verbale dell’udienza preliminare del gennaio scorso quando i tre sono stati rinviati a giudizio e la memoria depositata dalla difesa. Poi ha fissato le prossime due date: il 7 giugno quando deciderà sulla riunione al procedimento della posizione di Pupetto e poi ancor il 27 giugno. E’ stato inoltre disposto che venga notificato alle persone offese – Virginio e Stefano Moro, fratelli della vittima - il decreto di rinvio a giudizio visto che non risulta essere stato fatto.

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